E il parroco sfratta il San Babila

Edmondo Capecelatro, presidente del Comitato pro San Babila e autore teatrale, presenta stamattina un esposto alla Procura della Repubblica per le modalità d'accesso delle forze dell'ordine durante la procedura di sfratto al teatro San Babila, eseguita ieri dall'ufficiale giudiziario. Lo sfratto per il direttore Gennaro D'Avanzo è diventato esecutivo: la parrocchia di San Babila, amministratrice per conto della Diocesi dello stabile, si è ripresa il teatro nel primo giorno utile. Cambiate le serrature, si procederà alla nomina di un custode. «E' una vicenda inusuale e strana» ha commentato D'Avanzo, mentre il suo legale, l'avvocato Luigi Raucci, racconta: «Quando si è presentato l'ufficiale ci siamo rifiutati di lasciare lo stabile. Non vi è dubbio che vi sia una durezza impressionante nei nostri confronti». I due agenti di polizia, inviati dalla Questura per verificare che non insorgessero disordini, «in realtà - spiega Capecelatro, che è anche legale del San Babila per le emergenze di carattere penale - hanno collaborato per quattro ore con l'ufficiale giudiziario».