E Passera tira dritto: «Punto a fare il sindaco»

Il presidente di Italia Unica: «Voglio cambiare la politica partendo da Milano

«Il mio obiettivo? Diventare sindaco di Milano». Corrado Passera si sorprende perfino della domanda. Non fa passi indietro e non intende accontentare chi gli chiede un «dialogo» con Stefano Parisi. Sembrano non esserci subordinate, nella strategia dell'ex ministro. E forse ieri non sarebbe stato il giorno migliore per annunciarle, visto che Passera ha riunito un gran numero di persone per la presentazione di «Ricomincio da cinque», il libro intervista con Sara Faillaci, inviato di «Vanity Fair» che ha tirato fuori dal suo racconto aspetti privati anche inediti.Cinque è il numero magico di Passera. Cinque come i figli, come le avventure professionali più importanti di questo manager nato a Como da una famiglia normalissima e arrivato a guidare il ministero delle Attività produttive, dopo l'esperienza alla Olivetti, alle Poste e a Banca Intesa-San Paolo, il colosso che ha contribuito a creare guidando da amministratore delegato la fusione fra Banca Intesa e Sanpaolo Imi. Una carriera manageriale prestigiosa, che è sfociata nell'impegno politico nel 2011, con la chiamata al governo di Mario Monti.«Quello che ho imparato dalla vita e dai miei figli», recita il sottotitolo. E quel che Passera ha imparato dalla vita è rimettersi sempre in gioco. Anche con l'avventura di una campagna elettorale per il Comune. «Chi te l'ha fatto fare?», gli chiede Giancarlo Mazzuca, il direttore del «Giorno» che modera la presentazione. Cosa ti ha spinto insomma all'impegno politico, prima da ministro poi da leader del movimento «Italia Unica» e candidato sindaco? È la domanda che altri si pongono, anche fra gli amici e gli estimatori. Come Gabriele Albertini, che segue attentamente la conversazione dalla prima fila. L'ex sindaco aveva già annunciato che avrebbe sostenuto la sua corsa, ma dopo la discesa in campo col centrodestra di Parisi, tecnico di punta della sua amministrazione (era city manager) ha fatto sapere che, per realismo politico, auspica un accordo fra i due. Un accordo che Passera non sembra voler prendere in considerazione, se prevede un suo passo indietro «Peccato - diceva ieri Albertini - perché con lui vinceremmo al primo turno, invece al secondo rischiamo, soprattutto se si vota dopo la chiusura delle scuole». Ma Passera considera anche questa quinta sfida coerente con tutte le altre. «La politica - ha spiegato ieri alla presentazione del volume, davanti a una saletta piena - si ricostruisce dal luogo più vicino, dalla città, in questo caso una città simbolo, come Milano».AlGia

Commenti

eureka

Mar, 16/02/2016 - 09:08

L'aver governato con Monti credo abbia lasciato una traccia indelebile agli Italiani. Credo che solo gli amici e amici degli amici lo voteranno. A molti è bastato quello che ha già fatto e non vogliamo repliche.

Giancarlo67

Mar, 16/02/2016 - 12:18

Spero che Passera e Parisi possano trovare un accordo, solo uniti si vince, soprattutto dopo l'attacco ad orologeria della magistratura di oggi .......

Ritratto di giangol

giangol

Mar, 16/02/2016 - 13:03

hai avuto a che fare con monti, che ha rovinato e mandato in malora l'italia...fottiti

Albius50

Mar, 16/02/2016 - 13:30

Un ex DIRIGINTE bancario che fa la sponda al PD, sta cercando di rientrare nella grande CASTA DELLE BANCHE.