E Passera vuol partire dalle ristrutturazioni

L'ex ministro: «Edilizia settore traino, guardare all'ortomercato»

«Ci sono grandi opportunità di creazione di lavoro sia nei mestieri tradizionali, come edilizia, artigianato, commercio e turismo, sia nel mondo dell'innovazione, università e ricerca, bio-scienze, agro-alimentare, sia nell'imprenditoria sociale». È Corrado Passera a illustrare il programma. «Il sindaco di Milano - dice il candidato che si presenta con una sua lista civica - ha il dovere di realizzare politiche che favoriscano queste opportunità». Soprattutto, spiega, in un periodo in cui il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 9% e Milano è una delle metropoli globali che cresce meno. «Il mio impegno come sindaco di Milano è quello di riportare il tasso di disoccupazione al 4% dimezzandolo rispetto a oggi, come era prima del 2008, creando 28.000 nuovi posti di lavoro. Questa cifra è quella che serve per ritornare a livelli di disoccupazione tollerabili». Passera ha illustrato quali sono, secondo lui, le strade per raggiungere l'obiettivo: rivoluzionare la burocrazia, semplificare i rapporti tra imprese e pubblica amministrazione, e dare incentivi per le imprese che investono a Milano. «Occorre semplificare la vita a chi vuole fare impresa - prosegue Passera -. La burocrazia deve diventare un facilitatore dell'economia. Inoltre occorre garantire incentivi alle imprese che investono e assumono». Gli esempi concreti sono il taglio delle tasse locali e la riduzione degli oneri di urbanizzazione, attraverso incentivi volumetrici e spazi a disposizione. Passera punta poi sul settore delle costruzioni: «Da sempre l'edilizia è il volano per il rilancio dell'economia, per questo occorre garantire incentivi per la ristrutturazione del patrimonio immobiliare privato, semplificare i regolamenti edilizi e riqualificare il patrimonio pubblico. Fondamentale è anche sbloccare i grandi progetti urbanistici dimenticati dall'attuale giunta. Penso alla rinascita delle periferie, a un piano del verde pubblico, allla riqualificazione degli scali ferroviari e delle caserme dismesse, ma anche all'ortomercato, all'edilizia sportiva e a un serio progetto per il dopo Expo». Tra i progetti, utilizzare parte dell'imposta di soggiorno per diventare capitale dei congressi in Europa: «Realizzeremo una tessera che coniughi il patrimonio culturale di Milano e i servizi di trasporto locale. Estenderemo l'orario di apertura di musei e mostre in occasione delle fiere e dei congressi più importanti». Un capitolo a parte sulle università che «non sono competitive con le più forti europee e mondiali per la totale mancanza di campus».