E la Regione dichiara guerra al gioco d'azzardo

Il divieto di aprire sale gioco in un raggio di 500 metri da scuole, strutture sanitarie e luoghi di aggregazione giovanile è uno dei punti principali del progetto di legge sul gioco d'azzardo e della proposta di legge da inviare in Parlamento contro i rischi del gioco d'azzardo presentati ieri dalla giunta regionale lombarda e che comincerà il suo iter assieme agli altri progetti di legge avanzati da diversi gruppi in consiglio regionale. A guidare la squadra di lavoro voluta dal governatore Roberto Maroni, l'assessore al Territorio Viviana Beccalossi che chiede «tolleranza zero» e ora punta al ruolo di lady no-slot. «In tutto il Paese questo è un mercato da 80 miliardi di euro all'anno - ha detto ieri - E la Lombardia è la regione in cui si spende in assoluto di più». Ma il problema è che «l'ansia per la crisi economica spinge le fasce più deboli della popolazione a illudersi di risolvere i propri problemi giocando». In mano la notizia del diciannovenne che poche ore prime si era lanciato da una scogliera a Forio d'Ischia, lasciando un terribile biglietto con scritto «Cara mamma, scusa: ho sciupato tutti i soldi al gioco».
Tra le altre richieste, la creazione del marchio «Slot free» per i locali che rinuncino al gioco, più competenze ai Comuni per una maggiore vigilanza e il sostegno a iniziative delle associazioni di volontariato e di tutela dei consumatori. Nella proposta di legge nazionale, invece, la possibilità di agire sugli orari di spegnimento dei server nazionali che regolano le slot, contrastare l'evasione fiscale e aumentare i controlli sui minorenni. Destinando una parte dei proventi fiscali del gioco (circa il 30 per cento) ai Comuni per iniziative di prevenzione. «Provvederò personalmente - ha annunciato la Beccalossi - a inviare a tutti i parlamentari eletti in Lombarda il testo della proposta, perché lo presentino al più presto». E sull'ipotesi di inserire l'obbligo di utilizzo della carta sanitaria o del codice fiscale per accedere al sistema gioco, la Beccalossi ha ricordato come «proprio in questi giorni l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli stia provvedendo a far sì che le nuove “macchinette” siano dotate di lettore di carte come già avviene per i distributori di sigarette».
Intanto da Palazzo Marino l'assessore Pierfrancesco Majorino durante il primo incontro della Rete contro le ludopatie ha lanciato un appello ai professionisti della comunicazione per «creare un logo “no slot” da utilizzare per tutte le campagne di sensibilizzazione».