E Sala se la prende con Renzi e la Rai

«In Italia abbiamo lavorato molto sulla Rai e dalla Rai, onestamente, mi aspetto di più». A parlare così ai microfoni di Radio24 è il commissario unico di Expo Giuseppe Sala. In comunicazione Expo investirà «circa il 10%» di quanto venderà in biglietti: «dobbiamo vendere per mezzo miliardo investiremo una cinquantina di milioni». Quanto alla Rai, «è logico che la Rai sia il nostro veicolo», dato che ha versato un contributo di «5/6 milioni» in convenzione. Tramontata l'idea iniziale del canale dedicato all'evento, lo scorso anno è nata Rai Expo, la piattaforma multimediale che dovrebbe proporre approfondimenti e dibattiti sui temi che saranno affrontati nei sei mesi dell'esposizione. La struttura ha una direzione a sè, separata e indipendente dalle testate giornalistiche Rai. «Mi aspetto - ha polemizzato Sala - che riescano veramente ad aiutarci a spiegare cos'è l'Expo. A me interessa che passino il nostro messaggio. Devono fare di più, hanno fatto molto, ma per questi soldi mi aspetto di più». Critica respinta al mittente dal deputato (Pd) e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi: «È singolare la pretesa del commissario di Expo di avere dalla Rai copertura tv e spazio nei programmi in cambio di una non meglio specificata convenzione. L'attenzione giornalistica non può essere oggetto di accordi economici. Per promuovere l'Expo dedicato all'agroalimentare - spiega - servirebbero contenuti appetibili e idee in grado di interessare i media. Da un budget per la comunicazione di 50 milioni di euro ci si aspetterebbe qualche progetto innovativo, magari proposte che vadano incontro al grande successo che riscuotono programmi tv di carattere enogastronomico».

Diverso, ovvero positivo, il giudizio sul premier: «Mi sembra che Renzi sia molto convinto di Expo».

Ma il cahier de doleances di Giuseppe Sala è lungo: «Avrei voluto una maggiore cattiveria nell'affrontare la questione turistica e siamo ancora indietro. Dobbiamo pensare ad Expo - spiega - per far venire la gente non solo a Venezia e Firenze, ma anche nell'Italia minore che piace tanto agli stranieri e in questo non siamo pronti». Secondo Sala «Ministero e Regioni sono parti attive, stiamo lavorando abbastanza bene, ma non ci sono ancora pacchetti preparati». Insomma serve un'accelerazione sul turismo, tanto più che tra una decina di giorni si conoscerà il destino dell'opera simbolo del Padiglione Italia, l'Albero della vita. «Cantone ha dei dubbi sulle procedure, io sui tempi, stiamo cercando di capire insieme e lo chiederemo alla dottoressa Bracco». Frizioni con il Commissario del Padiglione Italia? «Sono commissario unico - replica Sala - non voglio essere amico di nessuno dei rappresentanti dei Paesi».