E la sinistra si spacca: «Assurdo, unità a rischio»

Il popolo gay resta deluso di fronte all'amaro «verdetto» del sindaco. Per un po' ci aveva sperato, ma la possibilità di unirsi in matrimonio sfuma del tutto. Almeno, magra consolazione, mentre il consiglio comunale dibatte sulle unioni di fatto, si scioglie il giallo dei lucchetti di piazza Scala. Sono stati ritrovati in un ufficio comunale e verranno riconsegnati agli organizzatori della manifestazione del 27 giugno scorso in ricordo dei matrimoni omosessuali celebrati in piazza Scala nel 1992. Ecco, giusto in ricordo. Perché a Milano non ce ne saranno altri.
In effetti il furto dei lucchetti dell'altro giorno era suonato come una specie di presagio negativo e ora i fatti sembrano confermare il sogno sfumato. L'Arcigay ha sperato per tutto il giorno nella «ricomparsa della parola famiglia, inclusiva del riconoscimento delle tante famiglie di cittadini omosessuali». Niente matrimoni, resta il registro e il riconoscimento della coppia.
Al di là della delusione dei diretti interessati, emerge il dato politico: il Pd sfilacciato. «Basta con gli aut-aut del consigliere Andrea Fanzago (nella foto) - aveva avvertito Roberto Biscardini, area socialista del Pd - chiedere a Pisapia di esprimersi contro i matrimoni gay è un non-senso», «Fanzago non può pretendere di condizionare la politica di Milano e del Pd in materia di diritti civili. Con le dichiarazioni di Fanzago l'unità del gruppo democratico è a rischio. Noi socialisti non cambiamo idea, questa delibera rappresenta per noi un segnale forte alla politica nazionale perché l'Italia approvi al più presto una legge per le coppie di fatto e per l'introduzione del matrimonio omosessuale». Marco Cappato (Radicali) va cauto e precisa che «nessuno aveva mai nemmeno immaginato che la delibera portasse al matrimonio omosessuale».
A un passo dal voto, Marilisa D'Amico, presidente della commissione Affari istituzionali, tira le somme del lavoro dei mesi scorsi: «Abbiamo lavorato molto approfondendo tutti gli aspetti e cercando la più larga condivisione possibile, nel rispetto di tutte le sensibilità». Ma quelli che osservano al di fuori di Palazzo Marino si sono fatti un'altra idea: «Quello che sta succedendo con la volontà frenetica del sindaco Pisapia di istituire un registro per le coppie di fatto è un autentico pastrocchio - commenta l'assessore regionale Romano La Russa -. Vergogna, altro che difesa dei diritti civili». Il presidente della Regione Roberto Formigoni sottolinea come la questione abbia «terremotato la maggioranza di governo di Palazzo Marino. Sono emerse contraddizioni, contrasti e insoddisfazioni e anche tutta l'inutilità di un provvedimento di questo tipo».