E sotto la Margherita spuntano le primarie

Caputo: «Necessarie se salta anche l’ipotesi Veronesi o Ferrante. Allora scendo in campo»

Anche la Margherita vuole dire la sua. «Se ci saranno le primarie mi candiderò. E non è una provocazione» assicura Roberto Caputo, ex di Forza Italia passato nel partito di Rutelli. E forse non è l’unico nella Margherita a coltivare il desiderio di sottoporsi al prevoto popolare.
Rifondazione propone le primarie nel caso in cui il candidato sia De Bortoli.
«Per me De Bortoli andrebbe bene, ma se Rocchi proponesse una soluzione migliore non direi di no. Mi stupisce che un politico esperto come lui metta un veto».
Più che un veto è una richiesta di primarie. Lei sarebbe favorevole?
«Ferruccio De Bortoli o Umberto Veronesi o Bruno Ferrante sono personalità troppo autorevoli per pensare di sottoporli alle primarie. Ma se il candidato non fosse una di queste persone, allora sarebbero indispensabili le primarie. In quel caso mi candiderei».
E con quale obiettivo?
«Portare avanti un programma che ha tra i suoi primi punti la cultura e la sicurezza».
A parte se stesso, vede qualche altro possibile candidato?
«Ce n’è ben più di uno. Penso al capogruppo diessino Emanuele Fiano o a Marilena Adamo ma anche a Giuliano Pisapia e Patrizia Toja. Sarebbero tutti ottimi candidati politici».
Tempi per la scelta?
«I nodi si scioglieranno a fine settembre, quando sarà chiaro anche ciò che accadrà nel centrodestra».
Non caldeggia un’ipotesi centrista per Milano?
«Sono convinto che il dibattito sul centrismo lanciato da Mario Monti coinvolgerà la città. Lui è un milanese e il suo appello non può non riecheggiare proprio qui. A Milano sono nate e morte in un giorno operazioni terziste, questi processi sono molto lenti. E le liste civiche che appoggeranno il centrosinistra vanno in quella direzione».