E sui terreni il polo per imprese, campus e sport

Un incontro di una quarantina di minuti, che ha visto i soci di Arexpo, società pubblica proprietaria dei terreni su cui si svolgerà l'esposizione universale, in grande sintonia: verrà predisposto il bando per l'individuazione della commissione che valuterà le ipotesi per il post evento. Comune di Milano, Regione Lombardia, (che detengono il 34, 67% ciascuno delle quote), Fondazione Fiera Milano (27,66%) e Comune di Rho hanno così risposto al presidente dell'Anticorruzione Raffaele Cantone, che una decina di giorni fa aveva dato l'altolà sull'affidamento diretto dello studio di fattibilità a due università. Si ricomincia dunque: la società che gestisce l'area da un milione di metri quadrati predisporrà a breve un bando di gara, che rimarrà aperto un mese. L'idea è che entro l'estate si dovrebbero aver individuato i soggetti- università o altri enti - che studieranno il piano strategico e di fattibilità su cosa nascerà dopo Expo.

«Si tratta di un'area molto grande e complessa - ha spiegato il presidente di Arexpo Luciano Pilotti -. Il bando dovrà analizzare le funzioni che possibile essere ospitate, la sostenibilità economica dei progetti, i soggetti che potranno svilupparli e la compatibilità con l'area nel suo complesso». I costi dell'operazione devono ancora essere definiti ma si aggirano sui 400 milioni (340 milioni il valore delle aree) che la Statale potrebbe affrontare vendendo gli immobili.

Nel merito? L'idea avanzata dall'Università degli Studi di trasferire il suo campus scientifico, con 18mila tra studenti, ricercatori e professori, è stata riconosciuta da tutti come possibile traino per tutte le altre proposte» uscite negli scorsi mesi, perchè sarebbe «compatibile con il polo dell'innovazione di Assolombarda», con servizi, no profit, parco multitematico e strutture sportive.

Il 57% dell'area dove sorgerà Expo è vincolata a verde: «noi pensiamo di interpretare il grande parco come multifunzionale, non un Central park, per intenderci - ha detto ancora il presidente di Arexpo - con le funzioni a margine, ma un grande parco multitematico con funzioni pubbliche, le residenze di professori, ricercatori e studenti». Ci sarebbe spazio anche per lo sport: «Non per lo stadio che è stato delocalizzato al Portello, se passerà, ma per strutture sportive integrate nel parco».