E la Turchia «sconfitta» fa gli auguri a Milano

«Per il primo maggio sarà tutto aperto». Un melograno come simbolo, il nar a rappresentare abbondanza e fertilità. «La poesia del singolo e della moltitudine, della diversità e dell'uguaglianza, l'unità e l'insieme». Scavare nella storia per il cibo del futuro è il titolo del padiglione della Turchia presentato ieri con una serie di piatti tipici nei saloni preziosi della Società del giardino. Solo «malinconia» ricordando quel 30 marzo del 2009 quando fu Milano a battere Smirne con 86 voti contro 65, ma oggi il vice ministro dell'Economia Adnan Yildrim si complimenta con l'organizzazione e fa «gli auguri all'Italia per un'Expo che avrà molto successo». Chiedendo di avere presto la conferma della nostra partecipazione a «Children and flowers», l' horticultural Exposition organizzata ad Antalya nel 2016. «A Milano - spiega Yildrim che nel 2008 era segretario generale della Camera di commercio proprio di Smirne - non saranno esposti prodotti commerciali, ma idee e filosofie del cibo e dello sviluppo sostenibile».

Un padiglione che i responsabili assicurano essere già pronto, nonostante l'adesione della Turchia sia stata ufficializzata appena otto mesi fa. In tutto 4.170 metri quadri dopo che i 3mila assegnati erano stati considerati insufficienti per quello che alla fine sarà il quinto per grandezza di tutta l'Expo. Un'architettura ispirata al profilo Topkapi di Istanbul, l'antica reggia del sultano per contenere cultura e tradizioni «frutto di 12mila anni di storia». La tipica casa turca, le ceramiche dipinte e il vetro artigianale, l'agricoltura nata proprio lì nell'Anatolia. Sicurezza alimentare, salvaguardia della biodiversità e cibo sostenibile per il futuro i temi. «Un progetto realizzato in tempi record e completato in soli tre mesi e mezzo», dice il commissario per Expo Tarik Sonmez. Una superficie di 800 metri quadrati con uno spazio verde su cui si ergono tre platani di 15 metri e 40 alberi di melograno. Il giardino da thé, 600 metri coperti da marmi, 24mila le tessere di ceramica fatte a mano e applicate da due professionisti in sole due settimane e mezzo. La fontana ottomana Sadirvan, un giardino verticale, un laghetto, aree per laboratori, eventi tematici, spettacoli, concerti, negozio gourmet, ristorante, bar, negozio di souvenir. E anche una biblioteca.

Sullo sfondo, ovviamente, una Turchia che aspira ad entrare in quell'Unione europea da cui qualcuno vorrebbe invece uscire. «Il nostro principale obiettivo - assicura il vice ministro Yildirim - è riuscire a ottenere per i nostri cittadini una vita che sia all'interno degli standard europei. E se oggi consideriamo gli indici economici, possiamo vedere che la Turchia li ha positivi, a differenza di venticinque Paesi che fanno parte dell'Ue». L'Isis? La Turchia, assicura, «non è mai stata e mai sarà accanto ad alcuna organizzazione terroristica e darà tutto il suo contributo per la lotta contro ogni forma di terrorismo nel mondo».