Ecco le docce per chi corre nei parchi

Il 5 marzo 1914 nacque a Lecco («A Pescarenico, quello dei Promessi Sposi!»), un bimbo che adesso, 5marzo 2014, compie cento anni. Quella di Luigi Gnecchi ha i sapori e i profumi di una favola e invece, per quanto ai limiti del credibile, è una storia vera il cui copione è un intrigo tra miracoli e paradossi. L'ultima sua prodezza. All'incirca un mese e mezzo fa è stato colpito da una polmonite. «Mi hanno portato in ospedale a Lecco dopo una ricaduta. E oggi eccomi qui». Dove? Sta seduto di fronte a me a un tavolo del Golf Club Lecco per fissare i paletti del suo secolo di vita. Ha due tessere d'onore del golf: quella del Brianza di Usmate e l'altra del Golf Club Lecco. Ma quando e perché ha cominciato? «Tardi, nel 1983. Avevo fatto roccia e caccia di pernici in montagna. Ma il golf mi ha conquistato per alcuni motivi. Intanto mi divertivo e mi diverto a giocare con gli amici e poi ho capito che questo è uno sport più di intelligenza che di forza». Non ha figli e sua moglie si chiama Aurora. Lui la considera una ragazza perché sta per compiere appena novant'anni. Dopo la guerra Gigi ha svolto a Milano una attività commerciale tesa alla vendita di carrelli elevatori. Ma prima, durante la guerra? E' qui che prende corpo la serie di avventure che il caso e la fortuna hanno fatto di Gigi l'eroe-protagonista, il «Top gun» delle Grigne. Pilota comandante di bombardieri, ha chiuso a fine conflitto la sua carriera militare con il grado di tenente-colonnello e con i tre riconoscimenti che Gigi ricorda con orgoglio. «Ho avuto da Kesselring la Croce di Ferro tedesca e poi ho ricevuto due Medaglie d'Argento al Valor Militare. La prima, mi pare nel 1938, per una serie di azioni nella guerra di Spagna, peraltro non pericolose vista l'assenza di una vera caccia avversaria, a parte qualche aereo russo. La seconda è legata a un'azione di guerra che resta scolpita nella mia memoria. Era l'11 novembre del 1940. Io ho compiuto un bombardamento sulla costa sud-orientale inglese. La caccia nemica ha abbattuto qualche mio collega che mi volava a fianco e poi ha colpito anche il mio aereo mettendo fuori uso uno dei due motori. Con il solo motore che mi rimaneva sono tornato sulla costa francese dove sono riuscito ad atterrare senza usare il carrello che era in avaria. In precedenza avevo dato l'ordine al mio secondo di sganciare le tre bombe che ancora avevamo. E lui lo aveva eseguito… Ma un paio di giorni più tardi l'ingegnere in visita tecnica all'aereo mi ha chiamato: guarda che delle vostre tre bombe una non si è sganciata… Dunque ho capito che ero atterrato di pancia avendo ancora sotto pancia una bomba di due quintali e mezzo!». Gigi strizza gli occhi osservando, oltre le vetrate del bar, il campo da golf. Pioviggina. «Con il sole - dice – prima o poi ci torno».