Ecco i segreti della moneta lombarda

C'è anche la firma dei «grillini» del Movimento 5 stelle sul progetto di legge sulla competitività delle aziende, votato ieri dalla commissione Attività produttive della Regione e che prevede l'introduzione del «Lombard». La moneta alternativa su cui da mesi lavorano i leghisti e che faceva parte, tra mille sberleffi, del programma elettorale del governatore Roberto Maroni, diventerà realtà con un voto già fissato per l'11 febbraio in consiglio regionale. «Nessun pregiudizio per la moneta complementare, uno strumento già in uso in altre regioni - assicura il consigliere pentastellato Dario Violi - Certo qualcuno la vorrà strumentalizzare, ma non stiamo parlando di “lumbard”, bensì di uno strumento utile per semplificare la riscossione di crediti e che va nella direzione del rilancio della competitività e di sostegno al mercato del lavoro». Gli fa eco il collega del Nuovo centrodestra Carlo Malvezzi assicurando che «non conieremo la moneta con la rosa camuna, si tratta di una forma di compensazione per le imprese». La moneta lombarda aggiunge Angelo Ciocca, il presidente leghista della commissione, consentirà «lo scambio di debiti e crediti tra cliente e fornitore». Con il Pd che con il consigliere Enrico Brambilla sottolinea come «una limitata sperimentazione si può fare, ma attenzione a non presentarla in chiave anti euro».