Ecco l'antifurto per non perdere i figli

I tre genitori, angosciati dai rischi di veder sparire i bambini, hanno inventato un braccialetto salva-piccoli

Otto figli in tre. Piccoli, che poi a mamme e papà sono quelli che danno più pensiero anche se i «guai», magari più seri, arrivano quando crescono. Però non c'è genitore che non abbia la paura di perdere un figlio. In spiaggia, al centro commerciale, durante la visita a una città straniera. «E io mi ero stufato ogni volta di metter loro in tasca bigliettini da visita con i numeri di telefono...» racconta Filippo Galbiati, ideatore con Andrea Nicò e Stefano Angelini di «MyOne Tag» un braccialetto che permette di rintracciarli in ogni situazione d'emergenza.

Start-up si dice oggi. In realta è un'idea industriale di tre papà milanesi, una scommessa che può diventare qualcosa di più. «Noi ci crediamo - racconta Galbiati che ha lasciato il suo incarico da manager in una grande compagnia di telecomunicazioni e si è messo in proprio -. Siamo partiti all'inzio di luglio con un investimento di 10mila euro e già qualcosa comincia a muoversi. Non è semplice cominciare una nuova attività nel nostro Paese perché, dalle banche ai costi di produzione, le difficoltà non sono poche. Però alla fine siamo riusciti a far quadrare i conti e ora stiamo cominciando a capire come far conoscere il nostro prodotto».

L'idea è semplice. «MyOnetag» è un braccialetto in silicone di quelli che vanno di moda oggi con una targhetta in acciao inox anallergico su cui ognuno può scrivere ciò che vuole in quattro righe. A cominciare da un numero di telefono per rintracciare chi ti può aiutare in caso di necessità o che deve essere avvisato se succede qualcosa. Il principio è quello della «targhetta» con tutte le informazioni personali che usano i marines dell'esercito americano. «Sì, negli Stati Uniti funziona un po' così e queste cose sono più diffuse - spiega Galbiati -. Noi però abbiamo voluto realizzare qualcosa di un po' diverso. L'idea iniziale ci è venuta per proteggere i nostri figli, visto che sia io, sia Andrea, sia Stefano ci siamo trovati a raccontarci la stessa paura di perderli. Poi però siamo andati un po' avanti anche perché tutti e tre facciamo sport e quindi abbiamo pensato che l'uso si potesse estendere anche a gare di triathlon, maratone, ciclismo, alpinismo dove spesso gli atleti hanno la necessità di lasciare il contatto di mogli, parenti o amici da avvisare se succede qualcosa». E così è stato.

Si fa tutto sul sito di «MyOneTag». Si capisce come funziona, si progetta il braccialetto, si sceglie il colore, si scrivono le informazioni utili e si ordina. «È così - spiega Galbiati -. Molte le richieste che arrivano per proteggere i bimbi ma anche da parte di sportivi. Stanno aumentando anche le persone che scrivono sulla targhetta le allergie e c'è chi inserisce il gruppo sanguigno anche se oggettivamente è inutile, perché è impossibile che un medico faccia mai una trasfusione basandosi sulle indicazioni di una targhetta. Qualcuno poi lo usa anche per scrivere frasi d'amore e ne abbiamo anche una serie con i colori delle squadre di calcio. Ma lì le frasi vanno scelte tra quelle pre-stampate».

Sicurezza, sport, amore e tifo ma anche progetti che presto protebbero abbracciare anche altre necessità e aprono il campo a nuovi usi: «Ci stiamo lavorando - spiega il Ceo di “MyOneTag” -. Stiamo contattando alcune associazioni perché ci è arrivata qualche richiesta da parte di persone che vorrebbero usarlo per aiutare persone anziane magari con problemi di Alzheimer. Un discorso completamente diverso è quello di inserire nella targhetta un codice a barre che permetta in casi di urgenza di accedere alla cartella clinica di una persona quando c'è un'urgenza. Ne abbiamo parlato e magari in futuro potrebbe essere un'opzione, ma per ora non è un progetto. Anche perché noi volevamo un creare un prodotto il più semplice possibile e per ora va bene così...». Dal momento dell'ordine che viene fatto on line, sul sito, al momento della consegna a casa passano cinque giorni: «Sì, MyOneTag costa 19 euro - spiega Galbiati - e per ora la spedizione è gratuita. Abbiamo cercato di accorciare il più possibile i tempi e ora stiamo pensando di concludere qualche accordo con profumerie, centri commerciali o negozi sportivi per permettere di fare ordini anche lì».

Commenti

Giorgio Rubiu

Mer, 30/09/2015 - 10:03

Ottima idea,specialmente il progetto (ancora distante) di farne una versione per anziani (e meno anziani) affetti da patologie di tipo mentale,mnemonico,deambulatorio,portatori di Pace Maker ed anche i portatori di protesi ortopediche non immediatamente identificabile.Il titolo mi aveva indotto a credere che nel braccialetto fosse inserito un generatore di impulsi che permettessero,con un ricevitore apposito o un Telefono Cellulare,di localizzare,almeno con approssimazione,il luogo in cui il soggetto si trova,come si fa con gli "agganci" ai ripetitori telefonici satellitari.Un meccanismo così lo si potrebbe utilizzare anche nei cips sottocutanei degli animali domestici e/o dei bambini stessi.

giorgiandr

Mer, 30/09/2015 - 10:35

non mi sembra una grande idea, è la trasposizione di quello che si indicava sui pezzetti di carta (o sulle targhette agganciate alla catenina al collo) su un braccialetto di plastica. Diverso sarebbe stato il caso se avessero reso questi braccialetti "attivi", cioè in grado di trasmettere istante per istante la posizione del piccolo avvalendosi del GPS, ma mi rendo conto che applicare un braccialetto che emette radiofrequenza ad un bambino è fortemente sconsigliato, almeno con le tecnologie attuali.

Ritratto di Mario Galaverna

Mario Galaverna

Mer, 30/09/2015 - 12:32

Esiste già, si chiama dog tag e riproduce le piastrine dei marines dove puoi scrivere tutto. Ti danno pure la catenella per usarla come medaglia. Ci sono i distributori nei centri commerciali, tu scrivi e lui punzona su una lamierina ciò che scrivi, il tutto a modica spesa.