Ecco l'aperitivo che non sveglia i residenti

C'è un posto all'aperto in città dove si può trascorrere la serata anche se si è in tanti, con della musica, ma senza dare fastidio ai residenti. Non è un capannone fuori mano, si trova nel cuore del centro cittadino. Proprio davanti a palazzo Mezzanotte, di giorno frequentato dai broker della finanza, sotto quella scultura di Maurizio Cattelan che tutti chiamano "Il Dito", anche se il nome ufficiale è "L.O.V.E" (acronimo di Libertà, Odio, Vendetta, Eternità).
Martedì scorso, nonostante una primavera che quest'anno si sta facendo parecchio attendere, è ricominciata la stagione degli aperitivi in piazza Affari, che proseguiranno fino al 21 maggio. «Ape in piazza», così si chiama l'iniziativa, si svolge il martedì sera (e non più il mercoledì), dalle 18 fino a mezzanotte. Nasce dall'incontro, l'anno scorso, di due associazioni culturali, Ape e Rinascimento metropolitano, ma soprattutto da un'intuizione: la necessità di spostare la movida laddove, come nel caso di piazza Affari, non dà fastidio ai residenti, perché intorno ci sono solo ed esclusivamente uffici e banche che dal tardo pomeriggio in poi si svuotano.
Non a caso nel 2012 anche il Consiglio di zona 1 sposò il progetto. «È un modo per dare un palcoscenico a band emergenti e artisti dello spettacolo (ci sarà spazio anche per il teatro, ndr) senza creare problemi» spiega Marco Gugliemo Zerbini, presidente di Rinascimento metropolitano. Il tutto a prezzi a portata di studente o di precario: la birra (prodotta dal birrificio artigianale «La Buttiga» di Piacenza) costa tre euro, cinque se abbinata al panino.
E, per scelta, non vengono venduti cocktail: «La nostra filosofia è zero superalcolici», continua Zerbini. Insomma, qualcosa di diverso dalla classica serata alle Colonne di San Lorenzo o sui Navigli, zone da sempre oggetto di polemiche accese tra i residenti che rivendicano il diritto alla quiete e i giovani che reclamano spazi di socialità. L'idea sembra funzionare: lo scorso anno una piazza che fino ad allora di sera restava desolatamente vuota si è riempita. Fino a mezzanotte, però.