Ecco l'auto intelligente Il futuro parte da Milano

Tra pochi anni ci si muoverà su mezzi a guida autonoma. Le nuove "carrozze" saranno leggere, pulite e multimediali

«Mentre qui da noi quando c'è un'emergenza smog si discute ancora se bloccare il traffico o meno, negli Stati Uniti il governo ha già stanziato i fondi per mettere a punto una normativa che regolamenti l'utilizzo delle auto a guida autonoma...». E infatti ieri mattina Gian Luca Pellegrini, direttore di Quattroruote, facendo gli onori di casa nell'Unicredit Pavilion in piazza Gae Aulenti per i sessant'anni del mensile dell'Editrice Domus, ai blocchi del traffico non ha neppure accennato. Il mondo dell'auto guarda soprattutto avanti. Si è concesso sì qualche momento di nostalgia, con le immagini in bianco e nero delle prime Seicento Fiat, oggetto del desiderio della ripartenza italiana, di Vittorio Gassman indimenticabile nel «Sorpasso» o di Renato Pozzetto, ragazzo di campagna che scopre la città, ma è durato poco. Lo spazio di un amen. Sessant'anni di Quattroruote sono una storia che non si può dimenticare ma c'è un mondo dell'auto, e non solo dell'auto, che ha già raccolto le nuove sfide. «Ricordare e immaginare» questo è stato infatti il filo conduttore che ha guidato il Quattroruote Day che ha acceso i riflettori sul futuro della mobilità, provando a immaginare come cambieranno l'automobile, il modo di spostarsi e come la tecnologia modificherà le abitudini e l'habitat dei grandi centri urbani.

E il futuro pare sia già qui. In una concept car che si chiamerà «Shiwa», dal giapponese piega perchè sembra un origami, un'auto a guida autonoma che Quattroruote esporrà nel proprio stand al prossimo Salone di Ginevra a marzo. «Lo studio nasce dalla collaborazione con lo Ied, l'Istituto Europeo di Design di Torino in linea con l'innovazione e la capacità di rottura presenti nel codice genetico del nostro giornale- ha detto il direttore Pellegrini- per dimostrare che l'auto è ancora un simbolo di indipendenza e di progresso». «Abbiamo sfidato gli studenti del master nell'immaginare un'auto partendo dal design- ha spiegato Riccardo Balbo, direttore dello Ied- È un'auto che riconosce l'utente, che avrà quattro motori elettrici, con batterie sul pianale e un abitacolo dove non ci sono più le gerarchie guidatore passeggero, ma un po' si torna alla carrozza...». Sul palco sono intervenuti l'architetto Stefano Boeri, il designer Walter de Silva, il sociologo Francesco Morace e l'autore di «The Mobility revolution», Lukas Neckermann. Al termine l'Istituto Ied di Milano si è aggiudicato il video contest «Un giorno in automobile» realizzato dal mensile in partnerniship con Bmw Italia conquistando il premio che corrisponde all'impegno di Bmw Italia di far realizzare a Ied Milano un video istituzionale, da veicolare entro l'anno attraverso i propri canali digital e social. Nella mattinata c'è stato anche spazio per le due premiazioni storicamente legate all'evento: il Premio Gianni Mazzocchi 2016 - disegnato quest'anno dall'architetto Alessandro Mendini - che è stato consegnato a Luca Cordero di Montezemolo intervistato sul palco da Giovanni Floris per «aver saputo, lungo una carriera segnata dalla passione per l'automobile, coniugare formidabili record sportivi e altrettanto lusinghieri risultati industriali».

Commenti
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Fr3di

Ven, 05/02/2016 - 10:27

L'auto a guida autonoma ha senso se ci si possa dormire dentro. Sali ti sdrai dormi ed arrivi nel triplo del tempo che impiegheresti guidando abilmente. Altrimenti non ti passa più a quelle velocità ridicole .. Non esistono solo le autostrade. MA vi immaginate un'auto a guida automatica sulle stradine di campagna e montagna italiane ? Non può funzionare .. se non a passo di lumaca. Altro che progresso invece di farci volare torniamo alle carrozze ..

Gianca59

Dom, 07/02/2016 - 00:20

Auto che fa tutto da sola e si presume tutto nel pieno rispetto delle leggi ? E come campano gli sfaccendati dei comuni se non raccattano più i balzelli delle multe frutto degli agguati delle telecamere sparse in ogni dove ?