Ecco la Madonnina: accoglierà i visitatori (ma non il Papa)

Una scalinata e una cascata per la statua Bergolio non sarà all'Esposizione di Rho

Pane per chi ne ha bisogno, come la manna, ogni venerdì sera, dietro il Duomo e al padiglione Expo del Duomo. Lo distribuirà la Veneranda Fabbrica come gesto di solidarietà verso chi guarda al pane come a un oggetto del desiderio, che forse potrà mangiare ma forse no. Il venerdì sera come nell'Esodo, spiega l'arciprete, Giananatonio Borgonovo, quando il Signore mandava la manna dal cielo in quantità doppia, alla vigilia del giorno di riposo dal lavoro. Un richiamo ai contenuti dell'Expo, «Nutrire il pianeta. Energia per la vita», perché non sia solo una grande vetrina di prodotti.

E poi, come grande simbolo del padiglione del Duomo, l'annunciata e sospirata Madonnina. La doratura finale è ancora in corso. Ultimi ritocchi a Nola, nel Napoletano, perché la copia della bela Madunina che con le braccia spalancate accoglierà i visitatori nel padiglione della Veneranda Fabbrica del Duomo è un regalo della famiglia Del Giudice, artigiani campani che mantengono viva l'antica tecnica della riproduzione in bronzo con la fusione a cera persa. Così sono state realizzate opere in Egitto, in Mesopotamia, nella Cina della dinastia Han. E per rimanere più vicini a noi, i bronzi di Riace, ospiti attesi che rimarranno in Calabria. O le grandi sculture fiorentine del Ghiberti e del Cellini. Così è stata realizzata la copia 2015 della Madonnina che svetta in cima al Duomo dal 1774 e che invece, nel suo originale di Giuseppe Perego, è stata scolpita con un'altra tecnica: a sbalzo.

Perché questo cambiamento? «Si vedranno meglio tutti i movimenti della statua» azzarda Pasquale Del Giudice, il donatore. Giudicare l'effetto sarà possibile dal primo maggio, quando la Madonnina a grandezza naturale (4,16 metri d'altezza, 1390 kg, 4750 fogli d'oro giallo 24 carati) sarà quasi all'ingresso dell'Expo in cima a una scalinata bianca. Alle spalle una cascata d'acqua. Tutti i visitatori potranno avvicinarla, ma non toccarla. Nel gioco delle differenze, ce n'è un'altra: in cima al Duomo c'è l'alabarda, ma l'alabarda non sarà all'Expo. Nessuna scelta simbolica, assicura l'arciprete Borgonovo: il fatto è che l'alabarda in realtà è un parafulmine e non fa parte della statua della Madonna. La Madonnina non la tiene in mano: le sue braccia sono spalancate e le mani vuote, come in un grande abbraccio.

Il primo maggio, per Expo, il campanone della cattedrale suonerà a festa al calare del sole, coinvolgendo a cascata le campane della diocesi che vorranno. Poi la banda dell'Esercito eseguirà un concerto sulle terrazze per le autorità di tutto il mondo. La sera alle nove in Duomo un concerto aperto a tutti, nel corso del quale verrà mostrata al pubblico la nuova illuminazione della cattedrale, progettata da Pietro Palladino. Il 5 maggio sarà riaperta dopo imponenti restauri San Gottardo in Corte, la cappella palatina di Palazzo Reale.

Borgonovo, alla presentazione del padiglione, ha tolto ogni speranza a chi ancora confidava in una visita del Papa. «Non penso che il Papa personalmente visiterà l'Expo: si farà presente in tanti modi» ha risposto. Il Pontefice nel febbraio scorso ha inviato un lungo videomessaggio per Expo. La Santa Sede e la Caritas avranno padiglioni: anche qui il Papa potrà in qualche modo «farsi presente».