Ecco la «tangenzialina». Con 13 anni di ritardo

Forse, forse hanno fatto prima gli ingegneri della Nasa a terminare il progetto per portare l'uomo sulla luna che i nostri eroi a realizzare la «tangenzialina» più annunciata d'Italia. Quella che doveva essere pronta il 19 giugno del lontano 1994. Nonostante il tripudio di dichiarazioni e proclami, la pioggia d'assicurazioni e radiosi sorrisi la strada che collega Muggiò, Nova Milanese e Desio è stata inaugurata ieri mattina. Intendiamoci subito: il primo tratto. Della striscia d'asfalto lunga complessivamente quattro chilometri se ne discute in tutte le salse dal 1989. Un neonato che nasceva in quell'anno, adesso ha la patente in tasca. Può percorrerla anche lui. Un bel regalo non c'è dubbio. Ostaggio, prima di un esposto dei vigili sulla presenza di discariche abusive. E ancora ostaggio di battibecchi amministrativi, pasticci, errori, denuncie alla ditta appaltatrice per le solite inadempienze rispetto al capitolato. Quindi, la magistratura che sequestra il cantiere, l'assoluzione in sede penale ma il fallimento in quella civile. E i costi? Sono schizzati alle stelle. A rileggere i giornali d'epoca c'è da sorridere: «una strada che sarà pronta tra quattro anni», declamavano gli amministratori già nel 1989. Non sapevano ancora dei bisticci burocratici, degli intoppi della politica, dell'inevitabile rivisitazione del progetto, dell'immancabile mancanza di fondi. Alla fine gliel'hanno fatta. E ieri mattina, un chilometro è stato, leggere per credere, inaugurato. Si sono presi il gusto di tagliare pure il nastro. Ascoltate cosa dice l'assessore provinciale alla viabilità, mobilità, e trasporti della provincia Paolo Matteucci: «Quest'opera lungamente dibattuta ed attesa si sta finalmente avviando alla realizzazione, e permetterà di snellire il traffico deviandolo dai centri abitati. Si tratta di una delle nuove opere concertate con i comuni al fine di semplificare la mobilità, per le quali la provincia di Milano sta realizzando ingenti investimenti». La spesa complessiva per l'intervento, è di circa 3.770.000 euro di cui 1.550.000 finanziati dai timonieri di Palazzo Isimbardi, mentre gli altri 2.220.000 euro sborsati dai comuni di Muggiò e di Nova Milanese. Anche Carlo Fossati, sindaco di Muggiò, esulta: «Esprimo la mia soddisfazione per quest'importante opera, che se pure in parte, vede finalmente la luce». Un parto da record.