Ecco la task force che difende Expo

Quasi duemila militari e nuove tecnologie per garantire la sicurezza del sito

Un livello di sicurezza mai provato prima in Italia. L'organizzazione messa in piedi dall'Esercito in appena tre mesi per garantire la sicurezza dell'Expo è al pari solo di quella usata in teatri di guerra come il Libano o l'Afghanistan.

Esperti di ogni settore, reparti cinofili e apparecchiature all'avanguardia sono state schierate per non far passare nemmeno uno spillo oltre i tornelli. Un dispositivo che ha fatto di Expo un fortino. A capo di tutto c'è Claudio Rondano, generale di brigata responsabile dell'operazione Expo e di «Strade sicure» a Milano, Brescia, Monza e Brianza. L'ufficiale coordina 2mila e duecento militari, tra cui alpini, bersaglieri, lagunari, paracadutisti, artiglieri e cavalieri, di cui 1.700 per la manifestazione di Rho. La difesa del fortino di Expo è affidata a due task force: la prima si occupa di controllare gli automezzi che entrano sulla piastra, la seconda controlla il perimetro, le stazioni ferroviarie e gli aeroporti.