Ecco il Teatro di Burri, ma il debutto è un flop

Per festeggiare il centenario della nascita di Alberto Burri (1915-1995) Milano torna indietro di un quarto di secolo. Ieri alle 18 è stato riaperto nel bel mezzo di Parco Sempione, con due spettacoli e non poche perplessità, il Teatro Continuo progettato e voluto dall'artista di Città di Castello nel 1973 in occasione della XV Triennale, e smantellato nel 1989 dalla giunta Pillitteri. Il tempo incerto ci ha messo del suo: all'ombra della Torre Branca appena poche decine di persone hanno sfidato il cielo grigio come il cemento, mentre il Comitato Parco Sempione distribuiva volantini contro l'iniziativa. La ricostruzione, uno dei piatti forti del palinsesto di Expoincittà, ha rispettato, al millimetro, la volontà del maestro, con un palco in cemento sospeso da terra e sei quinte laterali rotanti in acciaio dipinto in bianco e nero. E una collocazione «filologicamente corretta», ma non esente da polemiche, dato che i 17 metri di fronte in cemento armato (170 mq, 6 m di altezza) spezzano il cannocchiale più suggestivo del parco, che collegava, in un colpo d'occhio di grande effetto, il Castello Sforzesco e l'Arco della Pace. E mentre l'assessore alla Cultura Filippo del Corno ritiene «bellissimo poter restituire alla città un'opera di un artista tanto legato a Milano, e un ulteriore spazio di espressione artistica», per il consigliere Fdi Riccardo De Corato «la giunta ha fatto tutto da sola, caplestando le legittime proteste dei comitati che hanno definito l'iniziativa uno scempio assurdo, una violenza al paesaggio, alla storia, alla bellezza di un luogo caro ai milanesi e famoso nel mondo». E che hanno protestato anche durante la conferenza stampa di mezzogiorno. Per l'ex vicesindaco, dopo l'Expo Gate, si tratta dell'ennesimo attacco alle «splendide viste di Milano». Collocazione ideale ad alto valore simbolico o inutile (e anacronistico) scempio paesaggistico? L'ultima sentenza spetta ai milanesi e ai milioni di visitatori attesi in città nei prossimi mesi. Intanto, sul palcoscenico a cielo aperto, gli spettacoli sono già cominciati: ieri è stata la volta di una prima assoluta musicale, l'esecuzione del brano TeatroContinuo (Scusi, maestro), commissionato per l'occasione a Nicola Campogrande ed eseguito dal Quartetto di Corni dell'Orchestra Verdi, e della coreografia Combustioni, sulla vita di Burri, di Emanuela Tagliavia su musiche di Giampaolo Testoni: ad esibirsi 23 danzatori del corso di Teatro danza della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. Sono otto gli appuntamenti già in programma. Quattro presenteranno alla città altrettanti volti della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado: dal recital lirico (Canto lirico e moti dell'animo, 13 giugno) al repertorio cameristico per fiati (4 luglio), passando per il jazz (Da Count Basie a Duke Ellington, 27 giugno) .