Educazione, sanità, emergenze: cresce il volontariato lombardo

I progetti delle Ong regionali nei Paesi del Mediterraneo sono il 13% in più. Al primo posto la Palestina, seguita da Albania, Libano e Serbia

Andrea Indini

Dalla Palestina al Marocco cresce il volontariato lombardo. Nel giro di quattro anni, i progetti attuali delle Ong della nostra Regione nei paesi del Mediterraneo sono cresciuti del 13 per cento.
Educazione, sanità, ma anche emergenze, diritti dei lavoratori e delle donne: una percentuale che continua a crescere. Tra i singoli paesi, al primo posto si colloca la Palestina (circa il 22 per cento del totale), seguita dall’Albania, dal Libano e dalla Serbia Montenegro. Dal 2000 al 2004 sono aumentati soprattutto i progetti in Libano (più 400 per cento), Palestina e Algeria, mentre sono diminuiti quelli nell’area balcanica. Quest’ultima è certamente legata agli avvenimenti degli anni Novanta e alle numerosissime raccolte di fondi organizzate anche da enti locali e privati per finanziare interventi in questi Stati. Sembra, in linea generale, che la locazione degli organi non governativi sia strettamente legata alle zone di guerra.
Lo studio, condotto dalla Camera di commercio, è stato presentato durante l’ultima conferenza del Laboratorio EuroMediterraneo. «La nostra regione - spiega Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio - è, da sempre, il nodo tra Europa e Mediterraneo», nonostante le grandi contraddizioni, economiche e sociali, del nostro tempo. «Proprio in questo momento - conclude Sangalli - bisogna costruire ponti, culturali ed economici, tra realtà differenti». Le aree più battute dalle Ong lombarde sono quelle relative alla formazione ed educazione di base e alla sanità, ma anche l’agricoltura, l’emergenza e assistenza dei rifugiati, i diritti del lavoro e la promozione della donna.
Cambia anche il peso dei finanziatori dei progetti. I principali sono il Ministero degli affari esteri e l’Unione europea. Seguono enti locali (Regione, Provincia e Comune), privati e Onu. Fra il 2000 e il 2004, infatti, si è considerevolmente ridotto il numero dei progetti finanziati dall’Unione europea (da 65 a 29), tale riduzione tuttavia è in gran parte imputabile alla diminuzione dei finanziamenti destinati ai Balcani, dovuta allo stabilizzarsi della situazione politica nell’area.