Effetto Expo sul lavoro: boom di contratti a tempo

I rapporti interinali cresciuti in tre mesi del 26% Nell'area milanese bene ristoranti, locali e hotel

I contratti sono più flessibili e meno duraturi, ma a quanto pare Expo ha portato i suoi frutti e i posti di lavoro in Lombardia sono aumentati davvero. A testimoniarlo sono i dati del terzo trimestre raccolti dall'osservatorio Assolombarda che parlano di un incremento del 26% di richieste da parte delle agenzie per il lavoro, soprattutto nell'area milanese. Tra Adecco Italia, Gi Group, Manpower, Men At Work, Obiettivo Lavoro, Openjobmetis, Quanta Italia, Randstad Italia, Trenkwalder, Umana gli arruolamenti stagionali sono stati parecchi. E finalmente, a Esposizione conclusa, si può mettere sulla bilancia l'eredità lasciata dai sei mesi d'oro.

Inutile dire che, con il 21% dei contratti, il settore in cui ci sono state più assunzioni è stato quello della ristorazione: boom di lavoro per chef, baristi, addetti del fast food e baristi. Sia ad Expo, sia nell'indotto creato durante sei mesi di manifestazione, tra eventi, locali che hanno deciso di potenziare il personale per far fronte aall'arrivo dei turisti, aperture straordinarie dei ristoranti per tutto il periodo estivo. C'è chi per Expo ha rivisto il piano ferie del personale ed ha chiesto un'«aggiuntina» di aiutanti in sala per gestire al meglio i turni.

«Si tratta di un segnale incoraggiante sulla ripresa dell'occupazione - spiegano ad Assolombarda - che si aggiunge a quelli provenienti da altre fonti». Le aziende hanno chiesto l'aiuto delle agenzie interinali anche per rinforzare le fila degli addetti delle pulizie, per cercare personale da impiegare nelle vendite, per l'assistenza nelle apparecchiature audio e video, per la consegna delle merci e per le reception degli hotel. Un «effetto Expo» puro.

Dai dati raccolti nell'analisi del trimestre emergono due curiosità: è salita alle stelle la richiesta di personale non qualificato (con il 92% dei contratti) e contemporaneamente c'è stata una forte accelerazione delle richieste di tecnici (+79% rispetto al terzo trimestre del 2014, +146% nel confronto con il 2013). Tanto che il forte incremento della domanda accentua le strutturali difficoltà nel reclutamento. le maggior criticità sono state riscontrate per reclutare tecnici informatici, tecnici in campo ingegneristico, tecnici di produzione e dei servizi culturali.

«La crescente ricerca di tecnici - spiegano gli imprenditori - è un dato importante per leggere l'attuale fase economica. Si tratta di figure professionali che rivestono un ruolo chiave nell'organizzazione dei processi produttivi e l'interesse a inserirli in azienda è correlato all'intenzione di innalzare i livelli produttivi». Fra i tecnici, i posti più richiesti sono stati quelli per posti di lavoro nei servizi ricreativi, nelle attività turistiche, nella salute, nei rapporti coi mercati. Molto contenuta invece la ricerca di operai specializzati, presumibilmente per la preferenza da parte delle imprese di altri canali di ingaggio. Tra le figure professionali che appartengono a questo gruppo, la più richiesta alle agenzie per il lavoro è quella di montatori e manutentori, su cui hanno converso l'1,3% delle domande di lavoratori. Oltre all'effetto Expo, i dati nascondono un'altra buona notizia: sono il frutto di un'ultima sferzata contro il periodo di crisi da cui, a fatica, Milano e la Lombardia stanno uscendo. E danno il polso delle professioni che hanno un futuro. Quelle che possono portare i giovani a lavorare con più facilità. Quelle in cui si incontrano le esigenze di chi è a caccia di un contratto e delle imprese che hanno bisogno di personale. Magari solo per pochi mesi, magari solo in certi periodi dell'anno. Ma con contratti regolari e, a quanto pare, sempre più frequenti.