Le elementari dei record che Palazzo Marino vuole chiudere

Non ci stanno ad essere bollati come una scuola d'élite. E poi il controllo dell'Isee, l'accusa di non avere bambini stranieri, il costo di seimila euro per ciascuno dei loro bambini contro i 400 della altre scuole.
All'elementare San Giusto sono pronti alla replica. E lo faranno domani davanti alla commissione educazione. Prima però hanno scritto alla presidente per chiedere di avere la possibilità di parlare almeno venti minuti e spiegare il loro punto di vista. Che non è un'opinione. Parte dai numeri e si traduce in soldoni.
«Finalmente la scorsa settimana ci hanno dato la tabella con i costi - spiegano i genitori - e da lì risulta evidente che costiamo tanto quanto una scuola statale». Il costo per ogni allievo - i 6 mila e rotti euro - sono uguali al costo medio nazionale. In questo caso invece di spenderli lo Stato li spende Palazzo Marino. Ma sempre di pubblico si tratta. Questo dimostra solo che è più efficiente di quelle statali. È un esempio, dunque. Invece di portarlo a modello il Comune se ne vuole disfare». Genitori e insegnanti hanno spulciato i conti, verificato le cifre, confrontato i numeri. E quando hanno tirato la somma sono balzati sulla sedia. «I conti non tornano», andranno a dire in commissione. Un esempio? «Alla voce “pulizie” - spiegano Francesca Trevese, presidente del consiglio di circolo e Paola Negri, un genitore - il costo corrispondente è di 91.811 euro. I giorni di scuola sono circa 200. Sono circa 450 euro per sette di ore di pulizie al giorno. Come è possibile? Quasi 60 euro l'ora...»
Costi e ricavi, spese e contributi il quadro per loro non è chiaro. «Ma probabilmente non è chiaro neppure al Comune», sostengono battagliere. Palazzo Marino pensa di risparmiare alienando la sua scuola allo Stato. I genitori e gli insegnanti andranno a dimostrare che il risparmio che ipotizzano sulla carta non ci sarà nel concreto. «Mentono», chiosano decise, mostrando una tabella in cui hanno differenziato tutti i numeri legati al personale. La spesa per i docenti è di un milione e 200mila euro: una cifra (e delle persone) che Palazzo Marino ha detto di volere girare per aumentare i posti ai nidi e alle materne, incrementando le educatrici. «Ma non potrà farlo», sostengono le mamme. A scuola per 240 ragazzi ci sono 30 docenti, ma solo 21 di questi potrebbero essere riutilizzati nella materna. Gli altri - hanno verificato alla San Giusto - sono insegnanti del Comune in esubero dalla civiche oppure che insegnano in altre scuole e hanno ore in più da dover spendere. Specialisti che non hanno i titoli per insegnare alla materna. «A loro il Comune dovrebbe pagare lo stesso lo stipendio - motiveranno all'assessore - pur senza poterli fare lavorare. Dunque sarebbero addirittura un doppio costo. Tra l'altro sono anche quelli che hanno lo stipendio più alto». Sono loro che qui alla San Giusto insegnano le materie che fanno di questa scuola una piccola «eccellenza». Musica, sport, lingue. In quarta e quinta i bambini possono infatti scegliere come impegnare le ore opzionali. Possono imparare a suonare il pianoforte o la chitarra, oppure aggiungere una seconda lingua all'inglese, scegliendo tra francese e tedesco. O ancora dedicarsi ad uno sport di squadra. Fanno teatro in inglese, la geometria si intreccia con l'arte mentre realizzano un quadro astratto dove la materia entra sulla tele. Per fare tutto ciò rubano il tempo persino agli intervalli.
È quasi mezzogiorno e i bambini di quinta sono al lavoro tra pennelli, colori, bottoni e cubi e gomitoli di lana. Anche se per loro questo sarà l'ultimo anno in via San Giusto.