Elfo, le nuove frontiere della danza

I 30 anni di Milanoltre, il festival internazionale sulla performance

Marta Calcagno Baldini

In un'epoca in cui linguaggi rivoluzionari come quello di Pina Baush, o Carolyn Carson, come Virgilio Sieni o Lucia Latour sono noti e restano ancora il nucleo di ciò che s'intende per Danza contemporanea, può sembrare complesso cercare nuove voci che sappiano esprimere quale sia la situazione attuale. A questo proposito interviene Milanoltre, il Festival che dal 1986 indaga sfumature e novità e che quest'anno festeggia la sua XXX edizione: fino al 16 si alternano nel teatro di corso Buenos Aires 20, 25 titoli di cui 9 in prima nazionale, interpretati da gruppi e ballerini italiani e non, giovani e meno giovani.

«Certo dice Rino De Pace, direttore artistico del Festival e dal 1985 parte del team organizzativo dell'Elfo - negli anni '50, '60 e '70 la danza contemporanea era un linguaggio davvero innovativo. Se dovessi dire oggi quali siano le novità di quest'arte indicherei da un lato la performance, dall'altro la tendenza di alcuni artisti di rileggere, reinterpretare, rifare, coreografie classiche».

Infatti, Milanoltre 2016 celebra i suoi 30 anni ricordando alcuni coreografi che da tempo si esprimono nel mondo della danza e dall'altro si dedica a nuovi artisti emergenti con la vetrina «Italia domani-Under35InScena». Rispetto alle parole di De Pace, non è un caso che Michele Merola e Emanuele Soavi siano coreografi del Bolero di Ravel e della Carmen di Bizet per l'interpretazione della MM Contemporary Dance Company (giovedì 13 alle 20): i lavori portano in luce in modo innovativo la immortale modernità di questi due brani musicali. Il Festival si è aperto con il focus su Anne Teresa De Keersmaeker, la ballerina e coreografa belga (1960) che ha portato come primo spettacolo Fase. «Non era sicura di voler partecipare proprio con questo lavoro - dice ancora De Pace - ma sono riuscita a convincerla».

Il secondo focus è dedicato alla compagnia Marie Chouinard, artista canadese fresca di nomina come direttore della Biennale Danza Venezia per il triennio 2017-2020 e che dal 1978 indaga il corpo sotto molti punti di vista: da segnalare il venerdì e sabato Hieronymus Bosch; The garden of earthly delights, la nuova opera della Chouinard ispirata a Bosch nei 500 anni della morte. Una nniversario importante per un artista che ha fatto scuola nella tecnica pittorica fiamminga.

Il terzo focus è dedicato alla Compagnia Zappalà Danza, di Roberto Zappalà, il coreografo siciliano che ha superato le 40 produzioni: lunedì 10 alle 21 Naufragio con spettatore andrà in scena aprendo di fatto questo spazio di approfondimento.

Se il 15 e il 16 Susanna Beltrami debutta in prima assoluta con un progetto dedicato al mondo della pittura di Kandisky, mercoledì 12 Fattoria Vittadini presenta due duetti: Sarai e Why are you so f..ing Dramatic?.

(Per info si può consultare il sito del Festival www.milanoltre.org).