Elicotteri in Duomo per la simulazione di attacco

Taxi «arruolati» per trasportare le persone nei centri di assistenza

Roberto Bonizzi

Tassello per tassello. Si intravvede la forma definitiva del piano antiterrorismo. Dopo l’ufficialità della prima simulazione che coinvolgerà forze dell’ordine e cittadini, fissata per settembre dal ministero degli Interni, in città si sta mettendo a punto l’intera strategia di intervento in caso di attacco terroristico. Emergono nuovi particolari allo studio dei tecnici, dettagli fondamentali che, nei primi giorni del mese prossimo, saranno approvati dal comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica diventando operativi. Restando soltanto da testare durante le prove sul campo.
La prima richiesta a cui la Protezione civile del Comune deve rispondere è quella di spazi. Piazze o strade in posizioni strategiche della città da utilizzare come punti d’appoggio, snodi fondamentali in una situazione di gestione delle emergenze. I tecnici di Palazzo Marino hanno già individuato la prima: piazza Duomo. Sotto gli occhi della Madonninna si poseranno gli elicotteri del pronto intervento, utili per il trasporto dei feriti e per le necessità delle forze dell’ordine. «Servono alcune aree di almeno 200 metri quadrati - spiegano i responsabili della mappatura di Milano -. Fondamentali per montare le strutture dei posti medici avanzati del 118 e dei vigili del fuoco che si occuperanno in prima battuta dei feriti». Spazi in cui prenderanno posto le tende e i mezzi di soccorso.
Per i pompieri è già stata individuata una zona specifica. La Fabbrica del Vapore, in via Procaccini, dovrà ospitare tutti gli equipaggi dei vigili del fuoco provenienti dalle altre città del Nord Italia. Uomini che saranno chiamati a intervenire in caso di attacco terroristico a Milano. Qui sorgerà un’area attrezzata, oltretutto vicino alla caserma del comando provinciale di via Messina, per gestire al meglio le operazioni di coordinamento tra i diversi corpi. Gli uomini del nuovo comandante Dante Pellicano sono pronti a intervenire con i nuclei speciali Nbcr (batteriologico-chimico-radioattivo) e Spaf (speleologico-alpino-fluviale) reduci da una settimana di esercitazioni sul campo a Castiglion delle Stiviere.
In caso di attentato chimico o batteriologico sarà necessario isolare la zona contaminata, denominata «zona rossa». Le squadre di soccorso avranno il compito di impedire che chi è stato esposto agli agenti nocivi venga in contatto con altre persone. Attorno a quest’area sarà creata una «zona gialla», dove verranno prestate le prime cure ai feriti. L’ultimo cerchio sarà un cuscinetto di sicurezza, una «zona verde» presidiata da agenti delle forze dell’ordine. Gli isolati che circondano il punto colpito, poi, saranno evacuati, secondo le disposizioni del protocollo sulle emergenze. Sempre al nucleo di Protezione civile del Comune spetta la mappatura della città per individuare luoghi sicuri dove trasferire gli abitanti delle aree colpite. Per ogni quartiere di Milano si stanno cercando almeno un paio di alternative, scelte tra gli edifici scolastici. Strutture con spazi ampi e servizi igienici e dunque adatte ad accogliere un discreto numero di persone. Proprio per il trasporto degli «sfollati» verrano utilizzati i taxi, dopo l’accordo siglato dall’assessore alla Sicurezza del Comune, Guido Manca, con le associazioni di categoria. Oltre 5mila auto pubbliche sempre a disposizione delle forze dell’ordine.
Resta il problema delle comunicazioni. Le compagnie di telefonia cellulare, dopo l’incontro in Questura del mese di luglio, non sono ancora riuscite a garantire la rete per effettuare chiamate anche in metropolitana. Problemi tecnici e strutturali che potrebbero rendere più difficile la gestione dell’emergenza. Mentre per il coordinamento tra forze dell’ordine e soggetti impegnati nei soccorsi si è deciso di puntare sulle conversazioni via radio, utilizzando le diverse sale operative come ponte, adesso si è trovata una soluzione anche per gli avvisi tempestivi alla cittadinanza. I tecnici chiederanno a radio e televisioni private diffondere in tempo reale i messaggi ai milanesi.
Nei prossimi giorni, in base alle indicazioni che arriveranno dal Viminale, diventeranno più chiare le caratteristiche del test di settembre. Al momento le certezze sono che la simulazione si svolgerà su vasta scala, con il coinvolgimento di almeno qualche migliaio di cittadini. Mettendo in campo pure la possibilità di un «attacco totale», cioè che richieda l’intervento delle squadre Nbcr. Magari con diversi attentati contemporanei in città. Dopo l’isolamento dell’area «contaminata» tutte le operazioni delle forze dell’ordine sul campo saranno gestite dalla Questura, mentre sarà la Prefettura a farsi carico del coordinamento generale.