Emergenza bosco della droga Comune "chiama" la Regione

Scavuzzo: «Ci dia unità di strada per salvare i giovani» Farmacie assaltate per i kit e idranti divelti in metrò

La costruzione del muro lungo via Orwell ha peggiorato (di nuovo) la situazione nell'area verso via Sant'Arialdo che l'associazione Italia Nostra aveva faticosamente iniziato a liberare dal mercato dello spaccio. Non c'è pace per il «boschetto della droga» di Rogoredo, un anno fa la giunta Sala in trasferta in zona aveva promesso che entro quest'estate la centrale dello spaccio più grande della Lombardia avrebbe cambiato volto. L'assessore alla Sicurezza Anna Scavuzzo, che ieri ha aggiornato i consiglieri in Commissione sull'avanzamento degli interventi accanto al collega all'Urbanistica Pierfrancesco Maran, ha ammesso che «la situazione è già molto migliorata» ma «non basta un anno per aggredire in maniera significativa un problema del genere». Un'emergenza che si allarga a tutto il quartiere. Le farmacie hanno segnalato al Comune che vengono prese d'assalto dai tossicomani per i kit di siringhe, nella stazione della metropolitana pusher e acquirenti divelgono anche le barriere degli idranti per rifornirsi di acqua e «i wc del metrò sono una tragedia, con Amsa e Atm stiamo valutando dei servizi suppletivi perché la stazione è frequentatissima da milanesi e pendolari, deve essere decorosa». Scavuzzo chiama in causa anche la Regione. «Oggi abbiamo bisogno senz'altro di intensificare i controlli sull'arrivo massiccio di droga, a breve avremo anche una presidio fisso della Polfer - premette - ma dall'altra parte serve un intervento più forte anche da parte di chi si occupa dell'attività di recupero, che siano Sert o unità di strada. Bisogna intercettare e togliere gli acquirenti, spesso giovanissimi, dalle strade. Gli investimenti su recupero e prevenzione sono troppo pochi, senza fare polemica dico che un piano anti droga forte ha bisogno di un impegno maggiore». In Commissione si è riacceso anche lo scontro sui Daspo, con la leghista Laura Molteni a chiedere al Comune di usare in maniera più massiccia gli ordini di allontanamento, uno strumento fornito dal decreto Minniti. La polizia locale ne ha eseguiti una cinquantina l'anno scorso e quasi altrettanti da inizio 2018 ma «bisogna capire anche se sono efficaci, non mi sento di promettere che beccheremo la stessa persona due volte nello stesso posto per poter chiedere al questore il Daspo» afferma Scavuzzo, anche il comandante Marco Ciacci non crede che «siano uno strumento efficace su un'area così vasta».

E il caso Rogoredo approda anche a Roma. I deputati di Fdi Carlo Fidanza, Marco Osnato e Paola Frassinetti ieri hanno fatto un sopralluogo in via Orwell («gli interventi di queste ore sono un pannicello, il muro viene facilmente aggirato dai pusher») e a maggio hanno depositato un'interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell'Interno Matteo Salvini per chiedere la bonifica dell'area, l'arresto degli spacciatori clandestini e una task force per mettere in sicurezza l'area».