Emergenza conti, 52 milioni a rischio

Il destino sui conti di Palazzo Marino si decide alle ore 15. Appuntamento teso a Roma tra l'assessore al Bilancio Francesca Balzani e i al viceministri dell'Economia, Stefano Fassina e Luigi Casero. In ballo i 52 milioni del Fondo di solidarietà che il governo vuol tagliare a Milano. «Siamo penalizzati in maniera spropositato, 106 euro pro capite contro gli 88 di Roma, e siamo la città dell'Expo» ha ribadito la Balzani alla vigilia. Ma ieri alla prima seduta di giunta post ferie, tra sindaco e assessori circolava un «cauto pessimismo». Per non dire chiaramente che dalla trattativa romana non ci si attende niente di buono. Venerdì la giunta voterà comunque il Bilancio di previsione 2013 («dobiamo andare velocemente per sbloccare gli investimenti») e la Balzani ha chiesto a tutti i colleghi di consegnare una short list delle priorità da qui a fine anno, per «avere la fotografia esatta delle spese» visto che ci vorrà almeno un mese per il via libera ai conti e la sensazione è che questo metodo costringerà gli assessori a ulteriori tagli. Proprio ieri gli esponenti del centrodestra, da Giulio Gallera (Pdl) a Riccardo De Corato (Fdi) ad Alessandro Morelli (Lega) su Facebook rilanciavano una sintesi abbastanza efficace degli aumenti ad ogni livello (dalla Tares all'Irpef agli abbonamenti Atm) e il titolo sintetizza bene le manovre dell'amministrazione arancione dal suo esordio: «La Milano di Pisapia è una fabbrica di tasse». Le entrate tributarie tra il 2010 e il 2012 sono passate da 632 a 1.274 milioni (+102%), le entrate extra-tributarie come sanzioni, mense scolastiche, impianti sportivi, dividendi da partecipate ecc. da 852 a 1.732 milioni (+104%), insieme fanno un aumento di 1,5 miliardi in due anni, circa 1.100 euro a persone (3.300 per una famiglia di tre persone). Le spese correnti, anche discutibili - vedi le polemiche di Pdl e Lega contro un eccessivo assistenzialismo ai rom, regolari e non - sono passate da 2,2 milioni a 3,3 mentre le prestazioni di servizi, si legge, sono cresciute solo del 23%. «E adesso voglio vedere chi ha il coraggio di negare che Pisapia e la giunta fino ad oggi non hanno fatto altro che aumentare a dismisura le tasse comunali mettendo in ginocchio le attività produttive e commerciali della nostra città - accusa il coordinatore cittadino del Pdl Giulio Gallera - e acuendo notevolmente la crisi sofferenza economica delle famiglie».
Una «sofferenza» che rischia di appesantirsi dopo l'incontro romano di oggi. Anche se la sinistra radicale con Basilio Rizzo prova una difesa in extremis, tra i cardini della manovra 2013 ci sarà il raddoppio dell'Irpef, dallo 0,4 allo 0,8% per tutti e con soglia dell'esenzione abbassata dai 33.500 a 15mila euro, per portare in cassa 110 milioni di euro in più del 2012. E se l'assessore Balzani assicura che non ci saranno sorprese sull'Imu prima casa, «non rivedremo le esenzioni in campo», vedi lo sconto per chi affitta regolarmente o per le imprese commerciali, nè aumenterà negli ultimi mesi dell'anno il ticket Atm, qualche «piano b» bolle ovviamente in pentola ma la parola d'ordine è rinviare le polemiche. Sarebbe assurdo, ammette qualcuno, dire prima al governo che c'è una soluzione alternativa in tasca. Roma potrebbe autorizzare invece una deroga di circa 600 milioni al Patto di stabilità per investimenti su Expo e altri settori.