Emergenza freddo, i clochard entrano in classe

L'ex scuola adibita a rifugio temporaneo tra le proteste dei residenti: «Troppo vicina all'asilo»

Sono entrati ieri sera i primi clochard, una decina, dei 42 destinati a essere ospitati nel rifugio di corso di Porta Vigentina 15. Adibiti a ricovero per senza tetto alcuni locali senza bagni e senza cucina dell'ex scuola Itc Oriani. Uno splendido palazzo del 1700 con una notevole corte, in parte pericolante. Abbandonato nel 2012 dagli studenti che si lamentavano per il freddo nelle aule e per i calcinacci che si staccavano dalle pareti ogni volta che il tram 24 passava, l'edificio è stato dimenticato e lasciato al degrado per anni.

Bene, il Comune, più precisamente l'assessorato al Welfare ha deciso di destinare parte dell'edificio all'accoglienza dei clochard nelle rigide notti d'inverno. Il rifugio temporaneo sarà in funzione solo per tre mesi e sarà gestito direttamente dall'associazione «Emergenza freddo» associazione volontaria di pubblica assistenza. In sostanza un gruppo di volontari che si organizza spontaneamente a turni per prestare assistenza ai senza tetto. Sono stati loro a ripulire l'edificio da calcinacci, rifiuti, mobilie e libri accastati per renderlo fruibile. L'anno scorso l'amministrazione comunale non aveva concesso a questi cittadini spazi autonomi e il gruppo aveva chiesto di affiancare gli operatori di Fondazione Arca. Stavolta invece il Comune ha dato loro fiducia e una grande responsabilità: «Abbiamo deciso di affidare loro per qualche mese la ex scuola di corso di Porta Vigentina 15, rimasta inutilizzata per anni - spiegava a fine dicembre Pierfrancesco Majorino, assessore al Welfare -. Queste persone non chiedono contributi di nessun tipo e si autogestiscono con un progetto preciso, pur non essendo formalmente riconducibili a un gruppo organizzato».

Peccato che confinante con il rifugio ci siano un asilo comunale, la biblioteca per ragazzi Gaspare Barbiellini Amidei, una biblioteca comunale, un Cam e un centro anziani. Collegati al cortile altre scuole elementari e medie e a pochi metri dall'ingresso altre scuole e asili privati. Una scelta, quella di destinare la scuola ai clochard che non è piaciuta ai genitori degli alunni che frequentano le scuole, che si dicono preoccupati e soprattutto indispetttiti dal fatto che nessuno da piazza Scala li abbia avvertiti. «È evidente quanto sia irresponsabile sotto il profilo igienico sanitario e sotto il profilo del degrado e dell'ordine pubblico collocare in questo contesto un centro per 42 clochard a notte polemizza il consigliere comunale di Forza Italia Fabrizio De Pasquale - ma dove ce ne potrebbero stare 200».

I genitori dell'asilo e i commercianti sono preoccupati per quello che potrà accadere alla riapertura delle scuole. In cinquecento hanno firmatola petizione contro il ricovero, senza grandi risultati però,, mentre la presidente dei commercianti di Via, Sabrina Frigoli, ha chiesto un incontro urgente con l'Assessore Majorino.

MBr