Emergenza senzatetto Adesso il Comune chiede aiuto ai privati

Il Comune chiede aiuto ai privati per trovare un tetto ai clochard. I posti nelle strutture comunali e nelle fondazioni non sono sufficienti. E non bastano nemmeno i 128 lettini che verranno piazzati all'ex concessionario di viale Toscana. Quello che fino ad oggi è stato occupato dagli abusivi del Social Art center club 2.0 ma che nelle prossime ore in teoria dovrebbe essere liberato, trasformando il bar del centro sociale in una mensa per i barboni e utilizzando la pista da ballo in uno spazio di raccolta degli indumenti e degli scatoloni.
A dirla tutta, l'ex concessionario di auto avrebbe dovuto essere pronto, con coperte e stoviglie, prima della fine di novembre. Ma l'area era stata occupata dagli abusivi dell'ex Ansaldo e ci è voluto un po' per farli ragionare. Con comodo. Gli antagonisti avevano perfino appeso uno striscione lungo le vetrine con la scritta «Pisapia ti aspettiamo», come a dire che da lì non si sarebbero mossi, chissenefrega dei barboni. Con una decina di giorni di ritardo, ha prevalso il buonsenso. Anche se chiamarlo buonsenso forse suona un po' eccessivo. Sui social network gli abusivi annunciano infatti che torneranno ad occupare l'ex Ansaldo e il Comune, anche stavolta, fa finta di non sentire. Se non altro il vecchio concessionario potrà essere usato dai senzatetto. Resteranno indisturbati invece gli abusivi di Macao, in pianta stabile all'ex macello. Piuttosto che cacciarli, Palazzo Marino preferisce chiedere una mano ai privati. «Abbiamo già ricevuto alcune offerte di spazi in diverse aree della città e le stiamo valutando insieme agli operatori - spiega l'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino - L'aiuto dei privati è ora per noi più che mai indispensabile. Rispetto all'anno scorso, nelle prime tre settimane di attivazione del piano, abbiamo accolto il 60% di persone in più, un bisogno più che raddoppiato e che purtroppo non crediamo calerà nelle prossime settimane. Ci prepariamo dunque ad allestire la totalità dei luoghi che abbiamo a disposizione e tutti quelli che ci saranno offerti per dare un ricovero a tutti». A tre settimane dall'avvio del piano sono state accolte 1.781 persone. I posti che saranno messi a disposizione sono 2.700, più del doppio rispetto a soli due anni fa. Ora la ricerca si concentra su nuovi spazi da allestire. Al momento sono impiegate nel piano una trentina di strutture, tra cui la Casa dell'Accoglienza di viale Ortles (Comune), via Saponaro (fondazione Fratelli di San Francesco), via Mambretti e via Aldini (fondazione Progetto Arca), dove sono ancora ospitati 150 cittadini siriani. «Chiediamo alle altre istituzioni, Provincia e Regione in primis - aggiunge Majorino - di offrire un supporto. Molte delle persone che accogliamo vengono da cittadine dell'hinterland dove non solo non sono accolte o soccorse, ma talvolta sono anche private della residenza e, quindi, dell'accesso ai servizi sociali».