Epatite A alla materna, la madre del bimbo accusa Ats e dirigente

«Il contagio si sarebbe potuto evitare: Azienda sanitaria e scuola inadempienti»

Il centro vaccinale di via Boifava era gremito di bambini ieri. Tutti amici. Erano gli alunni della materna di via Brunacci, in zona Navigli, dove si sono registrati tre casi conclamati di epatite A. La Ats città di Milano ha disposto per la giornata di ieri e di lunedì un servizio straordinario di profilassi gratuita, dopo il ricovero dei due piccoli alunni della stessa classe, uno al San Paolo e l'altro alla clinica De Marchi. Nella giornata di ieri sono stati vaccinati 68 bambini e 15 adulti tra il personale. Lunedì è prevista la nuova seduta per le tre classi mancanti.

Un servizio giudicato dai genitori, una in particolare, tardivo. «Come mai solo ora? Le vaccinazioni avrebbero dovuto farcele fare prima. Così si rischia l'epidemia» attacca la mamma del bambino di 6 anni in isolamento al reparto di pediatria del San Paolo con una flebo nel braccio. Che il primo caso di contagio sia la maestra della classe in cui sono stati accertati i due casi di epatite A «l'abbiamo scoperto solo ieri - polemizza la mamma-. La maestra, involontariamente, visto che il periodo di incubazione è molto lungo e la malattia è stata conclamata durante le vacanze di Pasqua può aver contagiato tutta la classe». Una volta scoperto di essere malata l'educatrice ha avvisato la scuola, subito dopo le vacanza di Pasqua, che ha avvisato l'Ats, che ha avvisato le famiglie avvertendole di tenere sotto controllo eventuali sintomi. La circolare dell'Agenzia di Tutela della Salute è arrivata il 2 maggio. «Nessuno ci ha detto che si trattava della maestra della nostra classe, nè di vaccinarci, e quindi è successo che mio figlio e un altro compagno si sono contagiati e sono ricoverati. Dall'epatite a si guarisce, ma può avere strascichi sul fegato, per non parlare della settimana di isolamento. Danni morali e fisici che avrebbero potuto essergli risparmiati, secondo la mamma, se Ats avesse avuto un atteggiamento più solerte e prudente». Ieri sempre da via Statuto è arrivato l'invito a presentarsi al centro vaccinale di via Boifava per sottoporre tutti i bimbi e il personale della materna alla profilassi. «Il vaccino contro l'epatite A è efficace solo se viene somministrato entro 8 giorni massimo dalla malattia conclamata. Ecco perché l'invito a vaccinarsi è arrivato ieri, con i due nuovi casi - rispondono- ma da quando la maestra aveva scoperto di essere malata gli otto giorni erano abbondantemente superati». La dirigente del plesso educativo si è attenuta al protocollo: per motivi di privacy non poteva dire nulla. Contattata, si trincera dietro il silenzio, così la direttrice del settore Educazione del Comune.

«La privacy in questi casi non può essere utilizzata come scusa per non informare le famiglie, qui si rischia una vera e propria epidemia» continua la madre, che ha intenzione di citare l'Ats città di Milano per inadempienza, e la dirigente, chiedendo anche il risarcimento per i danni subiti. «Ecco la mala sanità di cui tanto si parla. Inadempiente anche a Milano».