Epidemia di botulino fa strage di anatre

Nanni (M5S): «Spostare il via alla caccia, rischio contagio sugli uomini»

Elena Gaiardoni

Botulino. Il responso dell'Ats (ex Asl) della Città Metropolitana di Milano delle autopsie sulle anatre morte nel cavo Borromeo, a Basiglio, non mente: è in corso un'epidemia di botulino nel parco Sud di Milano. Il comune di Basiglio, insieme a Ats e al canile sanitario di Vignate, si sta muovendo per rimuovere gli animali morti, in modo che l'epidemia non si propaghi in tutta la zona del parco agricolo.

Tre associazioni ambientaliste all'opera: il comitato Occhi aperti di Rozzano e dell'associazione Parco Sud, gli Amici della Terra Lombardia, Gaia animali & ambiente onlus per impedire che il pericoloso agente patogeno, che prolifera nelle acque stagnanti, possa creare più danni di quanti ne abbia portati nel giro di un mese. Lo stato di emergenza è già arrivata al Pirellone, grazie a un'interpellanza presentata da Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S. L'allarme è doveroso perché ambientalisti e esperti consigliano al presidente Roberto Maroni di posticipare la data della stagione venatoria. Il rischio è che l'epidemia possa diffondersi anche tra gli uomini. Fino ad ora sono stati gli animali a rimetterci letteralmente le penne, ma se l'indifferenza di questo mese vacanziero non viene smossa il caso potrebbe farsi letale non solo per anatre e germani.

«Temiamo che la Regione Lombardia, ostaggio della lobby bresciane delle armi, non prenderà in considerazione una proposta di buon senso: posticipiamo la data d'apertura della caccia. Allora potrebbe scattare una denuncia nei confronti del presidente Roberto Maroni per aver agevolato la diffusione del contagio» dicono l'ex deputato Stefano Apuzzo, presidente di Amici della Terra Lombardia, e Edgar Meyer, presidente di Gaia animali & ambiente onlus, che presenteranno denuncia alla procura o all'arma dei carabinieri di Rozzano.

Il sindaco di Basiglio, Eugenio Patrone, e l'assessore all'Ambiente, Valerio Marazzi, hanno garantito che il comune si accollerà i costi per ripulire l'area infettata dai poveri animali deceduti. «Continuo a trovarne. L'epidemia non solo non finisce ma colpisce anche altre specie, come la gallinella d'acqua» conferma Antonio Bruson del comitato Occhi Aperti.