Errori medici: 2mila denunce

La sanità lombarda viene considerata la migliore a livello nazionale. Non mancano però gli scontenti. E a quanto pare non sono pochi : oltre duemila. A scontentarli non è il modello sanitario ma qualche evento che ha guastato le loro degenze o le prestazioni ambulatoriali. Al punto da chiedere il risarcimento danni. Una richiesta che nel 2006 hanno avanzato 2015 lombardi, 105 in meno rispetto all'anno precedente. Un miglioramento che si deve alla maggior attenzione prestata ai rischi in ospedale da parte dei direttori generali che ne devono rispondere alla Regione. Nonostante il miglioramento dell'ultimo anno, che riguarda soprattutto l'ortopedia, è ancora alto il numero di chi chiede un risarcimento. A quantificare il numero dei contenziosi è Osvaldo Basilico dell'Unità organizzativa economico finanziaria della direzione generale Sanità della Regione che ieri ha preso parte al convegno «Il contenzioso medico paziente: un crescente problema culturale, etico ed economico» organizzato dalla stessa Regione e dalla Società italiana di cardiochirurgia e cardiologia. Un incontro nel corso del quale il ministro di Grazia e Giustizia Clemente Mastella ha annunciato l'idea di una commissione per migliorare il rapporto medico-paziente. La maggior parte delle richieste di risarcimento riguardano per il 15,7% i danni subiti nei reparti di ortopedia, per il 14,4% quelli in pronto soccorso, per il 9,6% nelle unità di chirurgia generale e per l'8,5% in quelle di ostetricia e ginecologia. Seguono poi tutti gli altri reparti e chiudono l'elenco, a pari merito con il 3%, l'oculistica e l'otorinolaringoiatria. Ma quali sono i motivi che spingono a far causa? Nell'84% dei casi per il risarcimento, nel 79% dei casi per lesioni, nel 9% per danni alle cose e nel 7% ad aprire il contenzioso sono gli eredi del pazienti deceduti. E i guai purtroppo non mancherebbero in nessuna fase del passaggio in ospedale. Comincerebbero, infatti, già dall'ingresso in pronto soccorso. Quando poi si entra in sala operatoria la maggior parte delle cause scatta, per ben il 48% dei casi, per errori chirurgici, solo nell'11% dei casi per una diagnosi sbagliata e ancora meno sono i casi, pari al 7%, in cui il principale imputato non è il chirurgo ma l'anestesista.