Espulso marocchino legato all'estremismo

Nel 2007 e nel 2008 era già finito in carcere a Parma per violenza sessuale

Non si allenta e non può allentarsi l'allerta contro possibili azioni terroristiche da parte di estremisti islamici. Proprio in questi giorni infatti Rachid Assarag, marocchino 43enne, considerato «contiguo agli ambienti dell'estremismo islamico», è stato espulso con accompagnamento alla frontiera, eseguito da personale della questura di Como. A renderlo noto ieri è stato il ministero dell'Interno, ricordando che l'uomo era già stato espulso per motivi di sicurezza dello Stato lo scorso maggio dopo aver manifestato indicatori di radicalizzazione religiosa durante la sua detenzione per reati comuni, ed era rientrato con un visto di 10 giorni per presenziare ad un'udienza al Tribunale di Piacenza. Una volta in Italia, però, il nordafricano ha immediatamente tentato di far perdere le proprie tracce ma è stato individuato ed arrestato dagli agenti della polizia comasca. Dopo l'udienza di convalida dell'arresto, il marocchino è stato rimpatriato in aereo da Venezia.

«Assarag era già passato alle cronache per aver compiuto una serie di reati fin dal 2001, quando fu condannato a due anni e otto mesi per violenza sessuale a Parma e quando nel 2007 fu colpito da un provvedimento di custodia cautelare per lo stesso tipo di reato - spiega l'assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato -. Nel 2008 stuprò due ventenni. Di lui si occupò anche la trasmissione televisiva Le Iene, denunciando presunti maltrattamenti subiti dal detenuto nelle carceri italiane».

«Se questa procedura di espulsione - conclude l'assessore del Pirellone - fosse applicata non solo ai reati legati al terrorismo e al radicalismo islamico, ma anche a tutte le altre tipologie, ci saremmo liberati di lui già nel 2001».

Con quest'ultimo provvedimento, sono in tutto 51 le espulsioni eseguite con accompagnamento nel proprio Paese nel 2018 e 288 quelle eseguite dall'1 gennaio 2015 ad oggi.