Estorsioni: altro arresto per la banca della camorra

Paola FucilieriIl cerchio si sta chiudendo. Inesorabile. Ieri la squadra mobile ha arrestato nel suo appartamento di via Melzo anche il braccio armato della cosiddetta «banca della camorra» di piazza Risorgimento i cui vertici - Vincenzo Guida e Alberto Fiorentino - erano finiti in manette nel novembre scorso per usura (applicavano tassi fino al 75%, ndr) estorsione, riciclaggio transnazionale verso la Svizzera e l'Ungheria. Gli investigatori ieri hanno eseguito inoltre altre due ordinanze di custodia cautelare destinate a Guida e Fiorentino per usura aggravata da metodo mafioso, quindi hanno portato a San Vittore il 46enne Alfredo Montefusco, sorprendendolo all'alba nel suo letto, per poi accusarlo di concorso nelle estorsioni, di porto d'armi abusivo, di reimpiego di denaro illecito. L'uomo viene ritenuto il principale responsabile degli episodi più imponenti di minacce: convinceva infatti gli imprenditori a investire con schiaffi e pugni.Montefusco è il sesto personaggio coinvolto nell'indagine (altri 3 uomini erano stati arrestati per riciclaggio, sempre a novembre). Le indagini, andate avanti, hanno evidenziato almeno cinque episodi in cui Guida e Fiorentino si sono resi colpevoli di usura aggravata da metodo mafioso. Il giro di denaro è stato definito dal dirigente della squadra mobile Alessandro Giuliano «spaventoso»: secondo quanto emerso dall'inchiesta Montefusco sarebbe riuscito a reimpiegare oltre un milione di euro in investimenti immobiliari su Milano. Inoltre era lui - ex vittima di usura - che procacciava i «polli da spennare» e proponeva operazioni immobiliari in cui rinvestire, fatti documentati da filmati e immagini della Mobile.