Per evadere si va a cena nell’ex carcere

L’ex penitenziario verrà trasformato in un locale di lusso

Franco Sala

Trasformare il vecchio carcere di Desio in un bel ristorante, in un luogo «d’evasione». Alla proposta del comune si è fatta avanti una società di Monza che ha già presentato il progetto di riqualificazione. Dunque, per qualcuno aprire la «Galera» è una bell’idea, un’idea vincente: a luglio è arrivata in municipio la proposta per partecipare al bando ed è stata valutata dalla commissione d’esperti diretta da Rosario Perri, il dirigente dell’ufficio tecnico. Il carcere secondo gli esperti dell’arte culinaria magari si presta a richiamare compagnie di ragazzi ed anche coppiette alla ricerca di una cena a lume di candela. Pensate che, l’ex penitenziario dispone, ovvio, anche di uno spazio per sistemare le tavolate all’aria aperta. In ogni caso trasformare la struttura penitenziaria in un ristorante alla moda occorrono parecchi soldi, tuttavia qualche operatore del settore ha intravisto l’affare. In comune prevale un’atmosfera d’ottimismo: «Abbiamo visto il progetto e il plastico – conferma Giampiero Mariani che a Desio è il sindaco -. Posso confermare, che siamo soddisfatti di come la società, che si è aggiudicata il lavoro, intende procedere. In ogni modo – aggiunge il primo cittadino - entro tre o quattro mesi cominceranno i lavori». Del resto il carcere di Desio realizzato nel 1961, è stato per parecchi anni un luogo di svago. Nel 1984 i carabinieri della locale Compagnia riuscirono a scoprire che il carcere mandamentale desiano non era proprio paragonabile alla casa di detenzione di Sing Sing. Anzi i detenuti, per modo di dire, trascorrevano le condanne tra ostriche, champagne e belle donne. Com’entravano? Chiaro: con la compiacenza delle guardie.