Evaso in permesso fa cinque rapine in banca

Doveva scontare una pena di 21 anni. Scappato un mese fa, ha messo a segno gli altri colpi

Era evaso più di un mese fa durante un permesso premio ed era tornato alla vecchia attività, rapinare banche, per mantenersi durante la latitanza e finanziarsi la fuga all'estero. Ma Ivano Moccia, 39enne originario di Savona, è stato di nuovo arrestato domenica mattina dai carabinieri della compagnia di Porta Monforte.

Moccia era detenuto nel carcere di Opera, dove scontava una condanna a 21 anni per una serie di rapine a mano armata. Lo scorso 23 luglio era in permesso con il via libera del magistrato di sorveglianza, per partecipare insieme ad altri carcerati al mercato di viale Papiniano con l'iniziativa «Frutta e cultura». La sera però non era rientrato nel penitenziario. I carabinieri, coordinati dal pm Marcello Musso, erano sicuri che si nascondesse da qualche parte a Milano, dove aveva la propria rete di conoscenze. Infatti domenica lo hanno bloccato all'uscita da uno stabile popolare di viale Molise. Stava fuggendo, probabilmente all'estero. Si accingeva a caricare in auto una valigia e aveva addosso 36mila euro in contanti e una carta d'identità falsa. Con lui c'erano due uomini e una donna, vecchie conoscenze che lo stavano aiutando a scappare e che sono indagati a piede libero per favoreggiamento.

Ora il rapinatore dovrà rispondere di altri colpi, «cinque sono quelli accertati», ha spiegato il procuratore aggiunto Riccardo Targetti. Tutti messi a segno durante la latitanza. A soli due giorni dall'evasione, il 25 luglio, ha rapinato due banche nel giro di cinque minuti. Alle 9.15 ha minacciato con un taglierino i dipendenti del Credito Valtellinese di viale Umbria e ha portato via 230 euro. Pochi minuti dopo ha fatto lo stesso alla Banca Popolare di Sondrio di corso Lodi, dove ha preso 395 euro. Sempre armato di taglierino il 27 luglio ha commesso altre tre rapine in meno di mezz'ora. «Si tratta di un soggetto spregiudicato e di indole violenta», scrive il gip Chiara Valori nell'ordinanza di custodia cautelare.

CBas