Gli ex assessori bocciano orti e mercatini: «Sagra di paese»

Un orticello in piazza Duomo - con tanto di grano, avena, menta e rosmarino - e un grande mercato con salamelle e kebab sfrigolanti in piazza Castello. Benvenuti nella Milano dell'Expo. La città si prepara ad affrontare i sei mesi di esposizione universale, in cui sarà sotto i riflettori di tutto il globo, con le erbe aromatiche di fronte alla cattedrale e i salami sotto la torre del Filarete. Abbiamo chiesto a quattro ex assessori alla Cultura come giudicano questo antipasto di Expo. «Sembra di essere in un paese» per dirla con le parole di Salvatore Carrubba, assessore della giunta Albertini. «Milano è una città elegante e di stile e così deve rimanere - dice Massimiliano Finazzer Flory - anche a livello di immagine». «Quello che preoccupa è la mancanza di progettualità - attacca Philippe Daverio». Le nuove aiuole in piazza Duomo? «È un'idea del maestro Abbado e di Renzo Piano mettere le piante in piazza Duomo - risponde Vittorio Sgarbi, assessore con Letizia Moratti - l'idea in sé è stupida, il principio inutile».