Ex grillini, volti noti e candidati transex: la sfida dei Radicali

Marco Cappato presenta la lista «Al ballottaggio daremo il voto a chi appoggerà il nostro progetto»

Chiara Campo

Dal «canapicoltore» Edgardo De Manincor Vieira (agronomo esperto nella coltivazione di cannabis industriale e terapeutica) ad Antonia Monopoli, promotrice dei diritti delle persone transessuali come lei, registrata però con il nome femminile anche all'anagrafe. Non è così per Alessandro Comeni, presidente onorario dell'associazione Certi Diritti e attivista intersex, ossia delle problematiche legate all'ermafrodistismo. Tra queste, spiega subito c'è, «l'impossibilità di modificare la propria situazione anagrafica, è assurdo andrebbe corretta la legge». Ma è la ragione per cui sulla scheda elettorale sarà presente con il nome di nascita, Veronica «detta Alessandro». Sarà «il primo candidato interSex in Italia». Nella lista dei Radicali, presentata ieri da Marco Cappato che nel 2011 era alleato con Giuliano Pisapia e questa volta corre da solo come aspirante sindaco. Una campagna che fa non per vincere ma per piazzare qualche radicale in più in aula (solo lui riuscì ad essere eletto cinque anni fa) e nelle Zone. E in caso di ballottaggio? Ora non si sbilancia, «porteremo il nostro progetto a chi arriverà al secondo turno e non avremo problemi ad appoggiare chi lo farà proprio».

Sul nuovo simbolo c'è scritto «federalisti, laici, ecologisti» e in lista per supportare la squadra dei radicali spuntano due ex 5 Stelle, il senatore Luis Alberto Orellana, espulso nel 2014 dopo una serie di uscite fuori linea e passato al gruppo «Per le Autonomie» e la deputata Mara Mucci, che ha lasciato invece volontariamente i grillini e aderito al gruppo misto per ribellarsi ad una «opposizione becera e casinista». I radicali sostiene la deputata «hanno nel dna l'interesse e i bisogni della comunità, per questo offro tutto il mio appoggio». Orellana condivide «pienamente programma e metodo sinora adottato, con la scelta di coinvolgere i cittadini milanesi nei processi decisionali puntando sulla trasparenza e sui referendum propositivi». Cappato li ringrazia ben sapendo ce «si espongono agli insulti dei 5 Stelle».

Il capolista dei radicali è Lorenzo Lipparini, autore dei ricorsi contro le firme false di Formigoni alle Regionali del 2004 (lanciò la campagna «Firmigoni») e segretario dell'associazione Enzo Tortora, di cui è tesoriera Barbara Bonvicini, classe 1989, seconda capolista. La terza è ancora più strettamente legata al nome dell'associazione: Barbara Scopelliti fu la compagna di Tortora e già da senatrice ha portato avanti la sua storica battaglia sulla «giustizia giusta» che oggi, dice, «è ancora più attuale». Otto gli esponenti della comunità Lgbt. In fondo alla lista c'è il nome di Wilhelmina Schett, più nota come Mina Welby, vedova di Pirgiorgio, che condusse fino alla morte una dura battaglia contro l'accanimento terapeutico e per il diritto all'eutanasia. Tra gli esponenti radicali che lottano per la libertà di ricerca scientifica e provano con il loro nome ad attirare voti alla lista radicale ci sono Filomena Gallo, Vidmer Scaioli (neurologo all'Istituto Besta e ricercatore sull'uso medico della cannabis terapeutica), Giulio Cossu (si è trasferito a Londra per occuparsi di cellule staminali per la cura della distrofia muscolare). Molti nomi di avvocati «militanti», c'è un imprenditore nel commercio on line di abbigliamento rivolto al target islamico, imprenditori pronti a offrire consulenza sulle liberalizzazioni. «Il Comune deve vendere Sea e A2a» chiude Cappato.