Expo, agenzia milanese compra 500mila biglietti «Ce ne serviranno altri»

Uvet, polo distributivo del turismo con un giro d'affari complessivo di 2,2 miliardi di euro, ha acquistato 500mila biglietti d'ingresso per l'Expo 2015, con un investimento di 9 milioni di euro. I biglietti entreranno a far parte di altrettanti pacchetti di viaggio che saranno offerti ad acquirenti in tutto il mondo. Proprio in questi giorni il presidente di Uvet, Luca Patané, e l'amministratore delegato, Enrico Ruffilli, sono negli Stati Uniti dove – in particolare a New York e a Chicago – stanno incontrando le comunità italiane alle quali proporre una visita in Italia in occasione dell'Esposizione universale. «Gli italiani di terza e quarta generazione nel mondo sono in tutto 80 milioni – sottolinea Patané -; persone che spesso non parlano italiano e non sono mai state in Italia, ma che hanno radici, documenti e diritto di voto italiani. L'Expo è una grande occasione per riavvicinarli a noi». I contatti avvengono attraverso le ambasciate, i consolati e le numerose associazioni di italiani all'estero, generalmente molto attive. «Di questo numero enorme, superiore a quello dei residenti in Italia, pensiamo di portarne almeno un milione a Milano nel 2015; ma è un calcolo addirittura prudenziale».
Restando in ambito Expo, Uvet – attraverso la Uvet Inc. appositamente costituita a Chicago – ha firmato un accordo con «Friends of the U.S. Pavillon», l'organizzazione no profit rappresentata in Italia dalla Camera di commercio americana, per la gestione in esclusiva di servizi ed eventi nel padiglione statunitense dell'Expo. Secondo l'ambasciatore degli Stati Uniti, John Phillips, saranno un milione i cittadini americani che visiteranno l'Expo di Milano.
Uvet è stata fondata nel 1950, ha sede a Milano e appartiene alla famiglia Patané. Il suo enorme giro d'affari, che genera commissioni per circa 100 milioni di euro, è in netta espansione e anche per il 2014 è prevista una crescita del 4%. I rami di attività sono principalmente due, grosso modo di uguale peso: i viaggi d'affari – nei quali Uvet ha una tradizionale partnership con American Express – e il turismo di piacere. «In questi anni – spiega Patané – abbiamo perseguito una precisa strategia di espansione nel turismo facendo affidamento sulla nostra cassa, senza ricorrere a linee di credito esterne, e grazie alla profittabilità conseguita, all'esperienza e alla capacità di essere innovativi». Uno degli ultimi investimenti è stato il villaggio nell'isola di Santo Stefano, in Sardegna, rilevato dal fallimento di Valtur. Uvet è anche titolare della prima rete di agenzie di viaggio in Italia, con 1.300 punti vendita affiliati sotto il marchio Club Viaggi. Di recente ha acquistato Jakala Events, società specializzata nell'organizzazione di eventi e di incentive. In Francia, con Avexia, è presente nel segmento dei viaggi business, mentre in Svezia ha acquistato flygpoolen.se, agenzia di viaggi online svedese ben radicata in tutti i mercati del Nord Europa.