Expo gate, lo sfratto è bipartisan

L'infopoint non piace né a destra né a sinistra: «Venga smantellato a novembre»

L'avviso di sfratto «immediato», subito dopo la chiusura di Expo (e ormai mancano solo 48 giorni) è bipartisan. Il capogruppo della Lega Alessandro Morelli era stato il primo a presentare una mozione, poi è arrivato l'ordine del giorno della maggioranza - primi firmatari Luca Gibillini (Sel) e Elisabetta Strada (Lista civica x Pisapia) - per impegnare la giunta a traslocare i due padiglioni da via Beltrami.

Entro fine mese il presidente della commissione Expo Ruggero Gabbai (Pd) convocherà una seduta ad hoc e la giunta ha aperto il dossier per non arrivare impreparata all'incontro con i gruppi di centrodestra e sinistra che sul tema vanno eccezionalmente d'accordo. Gibillini nell'ordine del giorno rimarcava che la costruzione del gate «è stata contestata da molti cittadini e rappresentanti delle istituzioni». In questi mesi dice «un'ipotesi suggestiva è arrivata da zona Calvairate: la bibioteca va ristrutturata ma il progetto comporta la chiusura per 2 anni. Per il consigliere di Forza Italia Gianluca Comazzi l'Expo gate «è stato collocato nel posto peggiore, oscura il nostro meraviglioso Castello. Va smontato il prima possibile e spostato solo a patto che avvenga a costo zero per il Comune».

Centinaia di persone hanno partecipato ieri alla manifestazione per la sicurezza nel quartiere Adriano. A guidare il corteo che si è snodato lungo la zona di via Padova, Crescenzago, Ponte Nuovo e Palmanova - uno striscione che sintetizzava il nodo cruciale, con la scritta: «Meno parole, più fatti. Vogliamo sicurezza». Tra gli organizzatori la responsabile Sicurezza di Forza Italia Silvia sardone. Tra i cartelli «Basta degrado e criminalità - il quartiere Adriano non si arrende». Una zona della città che, evidentemente, si sente abbandonata. Diverse anche le stilettate al sindaco Pisapia: «Via Padova NON è il meglio di Milano», «Qui non esiste integrazione, ma solo ghetti», «Meno buonismo, più Forze dell'Ordine», «Pisapia hai abbandonato le periferie». Per la Sardone «tutta questa gente dimostra che le periferie non si arrendono e pretendono attenzione contro l'abbandono indegno a cui sono costrette da un'amministrazione cittadina che non considera, colpevolmente, la sicurezza una priorità».

Centoventi tavole e una trentina di illustratori e fumettisti per celebrare Dante. Siamo allo Spazio Wow, nonché il Museo del Fumetto a Milano in viale Campania 12: il sommo poeta riceverà un appassionato omaggio che attraverserà diverse epoche, dal Medioevo a oggi.

Dovevano rimanerci 99 anni, se ne vanno dopo 2. I frati premostratensi dicono addio all'abbazia di Mirasole di proprietà della Fondazione Irccs Policlinico di Milano, un complesso del XIII secolo situato a Opera nelle campagne a sud del capoluogo lombardo.