Expo, mazzette sulle vie d'acqua

Indagato Antonio Acerbo, presidente della commissione appalti. Il sindaco: «Faccia un passo indietro»

Doveva essere il grande sogno di navigare da Milano fino ai padiglioni dell'Expo. A conti fatti, si è rivelata l'ennesima occasione per fare girare un bel po' di soldi sporchi. Perché del progetto iniziale delle «Vie d'acqua» è rimasto ben poco. Ma i milioni degli appalti - quelli - sono rimasti gli stessi. E sarebbero finiti nelle solite tasche. Quelle dell'impresa Maltauro, che in un raggruppamento di imprese si era aggiudicata anche la gara per la via d'acqua sud (54 milioni di euro). La Maltauro - e le aziende associate - sbaragliarono la concorrenza con un ribasso del 23%. Ma quel successo imprenditoriale, sospettano i pm, sarebbero figlio di un giro di tangenti per Antonio Acerbo, all'epoca commissario delegato di Expo 2015 per il progetto delle Vie d'acqua, attualmente responsabile del Padiglione Italia, e ora indagato pe corruzione.