Expo è nel mirino, l'ordine del prefetto: «Massima allerta»

Disposizioni alle forze dell'ordine in vista del 1° maggio «Più interventi di prevenzione e controllo del territorio»

Meno di due settimane a Expo e il prefetto Tronca ordina di intensificare «gli interventi di prevenzione generale e di controllo del territorio». Disposizione subito raccolta dai dirigenti delle varie forze di polizia che già hanno iniziato a mettere campo più pattuglie e più uomini per vigilare sulla tranquillità di milanesi e turisti. Le «prove generali» del resto sono iniziate lunedì con il «Fuori salone» durante il quale, per la prima volta, sono stati attivati non solo i ghisa ma anche poliziotti e carabinieri.

Ieri mattina riunione in Prefettura del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico, padrone di casa Francesco Paolo Tronca. Al tavolo come sempre i responsabili delle forze di polizia, di enti pubblici e territoriali. «Nel corso dell'incontro - rende noto la Prefettura - sono state analizzate le misure di sicurezza in vista di Expo. Il Prefetto ha disposto un'intensificazione massima degli interventi di prevenzione generale e di controllo del territorio. Il Comitato ha poi preso in esame la mappatura delle manifestazioni dei prossimi giorni, per assicurare maggior prevenzione e controllo e garantirne il pacifico svolgimento». Una risposta indiretta a Mariastella Gelmini che proprio ieri ha presentato un'interpellanza al ministro dell'Interno Angelino Alfano per sapere quali misure siano state adottate per impedire azioni di antagonisti e terroristi islamici.

Un servizio ampio e articolato che vede coinvolti in prima fila polizia e carabinieri, ma anche Esercito, Finanza, Polizia Locale e persino Forestale. Uno sforzo mai visto prima a cui le diverse forze armate e dell'ordine faranno fronte grazie anche ai rinforzi disposti dal governo. Sono già arrivati 250 soldati che hanno portato a 600 quelli impegnati in «Strade sicure». Altri 600 poi veglieranno sito espositivo, che di notte verrà sigillato come una base militare. Dalle 23 alle 10 del mattino infatti potranno entrare solo i mezzi destinati a rifornire Expo, ma dopo aver passato un doppio controllo. Infine a completare il dispositivo anche 450 finanzieri, 900 poliziotti e 900 carabinieri.

Forze che stanno già confluendo in città e che consentiranno dunque di rispettare la disposizione del prefetto. Come ha del resto già dimostrato la straordinaria presenza nei luoghi del «Fuori salone» di diversi equipaggi della questura, evento mai verificato prima. Quindi più pattuglie e più uomini impegnati in un controllo generale del territorio ma anche a rafforzare il sistema di vigilanza attorno ai cosiddetti «obiettivi sensibili». Perché per Expo infatti c'è il doppio rischio di antagonisti, italiani e da esportazione, e terroristi islamici. Dunque più uomini di fronte ai luoghi di culto, chiese, mosche sinagoghe, sedi consolari e commerciali, e di scorta a personalità a rischio, come politici, sindacalisti, amministratori pubblici, manager privati, industriali e giornalisti. Sorvegliato speciale anche l'intero sistema dei trasporti, in particolare la metropolitana.

Il primo banco di prova il 25 aprile, anniversario della Liberazione, quindi il 29, ricorrenza della morte di Sergio Ramelli, ucciso dal servizio d'ordine di Avanguardia Operaia, appuntamento. Poi il 30 manifestazione studentesca contro l'Esposizione universale e infine il 1° maggio tradizionale corteo per la festa del lavoro e poi inaugurazione di Expo e serata di gala alla Scala con la partecipazione di capi di Stato e di Governo di mezzo mondo. Ce n'è quanto basta e avanza per non dormire sonni tranquilli.