Expo, Pisapia si dimette e accusa il governo: «Poco attento all’evento»

Su Expo Pisapia bacchetta il governo. E per rendere ancora più credibile il suo j’accuse rimette il mandato di commissario straordinario nelle mani del premier. «Mancano mille giorni» all’evento del 2015, ha ricordato il sindaco all’assemblea generale di Assolombarda, «e percepisco un clima troppo timido». «Malgrado l’impegno di Milano, degli enti locali e della società Expo non posso nascondere l’insufficiente attenzione del Governo e del Parlamento: continuiamo a non avere un interlocutore ben definito e non sappiamo se ci sia la reale volontà di essere coprotagonisti. Per non parlare del sistema del credito troppo lontano dalla sua missione di supportare lo sviluppo». Per questo, ha ribadito Pisapia, «nei giorni scorsi ho deciso di rimettere il mio incarico, un gesto che non deve essere inteso come un tirarsi indietro, ma al contrario, come una spinta a partecipare per il governo e un’assunzione di responsabilità all’unico evento internazionale previsto in Italia». È fondamentale che chi rappresenta il governo in Expo «si dedichi a tempo pieno». Un’uscita che il sindaco aveva parzialmente anticipato un mese fa quando si descriveva come un «commissario straordinario senza poteri e senza soldi» in riferimento all’approvazione di un emendamento al decreto legge sulle liberalizzazioni che ha tolto i grandi eventi dalla competenza della Protezione civile.
Dello stesso tenore le parole del governatore e commissario generale di Expo Roberto Formigoni, che superato lo stupore iniziale - «Non sapevo nulla» - non ha esitato a sostenere le dure parole: «Ha ragione il sindaco a dire che il governo ha il dovere di uscire dall’ambiguità tra le lodevoli e buone parole, che non ci ha mai negato e la reticenza, per non dire lontananza dei gesti concreti» per Expo. Nel suo discorso, il presidente della Regione ha sottolineato il «contrasto tra la lentezza del governo e la credibilità che la proposta di Expo si è guadagnata». E dire che nel discorso che aveva preparato, Formigoni parlava di «piena collaborazione con il governo». Nel pomeriggio, con un’inaspettata giravolta, il governatore passa all’attacco chiedendo al sindaco di «ritirare le sue dimissioni oggi». «Il momento scelto è il meno opportuno perché domani mattina (oggi per chi legge) dobbiamo presentarci al Bie a Parigi - ricorda - per l’assemblea generale: che facciamo, ci presentiamo senza una delle figure fondamentali?». Il rischio è di «dare un segnale al mondo disastroso». Non si è fa attendere la risposta preoccupata del Bureau International des Exposition che ieri pomeriggio ha telefonato alla sede di Expo 2015 spa per avere informazioni sulla bufera innescata dal sindaco.
Il PdL va all’attacco tacciando di incapacità il primo cittadino con il coordinatore Ignazio La Russa: «Pisapia diserta, e il giorno prima dell’assemblea a Parigi. È in linea con la cultura che vuole portare a Milano: scaricare sugli altri le responsabilità e fare sì che i propri impegni non siano assolti». L’eurodeputato Carlo Fidanza (PdL) legge il gesto come «un atto ostile nei confronti di Formigoni, con il malcelato intento di provocare un suo passo indietro e arrivare alla nomina di un Commissario unico di governo». Durissimo il neo segretario della Lega Matteo Salvini: «Pisapia ha fallito», dopo aver «fatto fuori l’assessore Stefano Boeri, l’unico che proponeva qualcosa». «Formigoni lasci - la stoccata finale al governatore - e si occupi a tempo pieno della Regione. Per Expo ci vuole impegno 24 ore su 24 o rischiamo una figuraccia planetaria». Sulla stessa linea Pd e Sel in regione: «Fomigoni segua Giuliano Pisapia e rimetta l’incarico di commissario generale di Expo».
Ma l’assemblea degli industriali appoggia senza mezzi termini il j’accuse al governo. «Su Expo cambiamo marcia» l’esortazione del presidente di Assolombarda Alberto Meomartini. «Vorrei un Paese in cui Expo fosse vissuta come una straordinaria occasione alla quali tutti contribuissero» l’invito del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi.
In tarda serata il presidente del Consiglio Monti auspica «un opportuno ripensamento» delle intenzioni del sindaco. E «ribadisce, come già fatto nella riunione della coem del 9 marzo scorso, la natura strategica dell’evento dell’Expo, sia per Milano che per l’Italia intera». Il Governo, nell’ambito del decreto legge n.59 del 2012 - si ricorda nella nota - ha riattribuito i poteri derogatori anche all’Evento Expo, prima soppressi per via parlamentare. «Si è trattato dell’unica significativa eccezione alla soppressione delle deroghe dette dei grandi eventi». Incurante delle polemiche ieri sera Pisapia ha spiccato il volo per Parigi.
Commenti
Ritratto di scappato

scappato

Mar, 12/06/2012 - 08:56

Ricordo con piacere l'expo del 1986 che ebbe luogo a Vancouver, con un successo enorme, grazie a (credo nell'ordine) il Premier della provincia,il sindaco della citta' e il governo federale. Il tutto coordinato da un industriale del luogo che spese tutto il suo tempo per diversi mesi previo il pagamento di $1.00. Mai milanesi esistono ancora?