Expo della salute: un team di medici per curare i turisti

Un nuovo poliambulatorio a disposizione dei visitatori pagando un ticket da 30 euro

Per ora ci sono ancora le impalcature e i secchi pieni calce. Ma i lavori di ristrutturazione finiranno entro la metà di aprile. Giusto il tempo dei collaudi. Poi sarà tutto pronto per Expo. Dal primo maggio i turisti avranno il loro punto di riferimento sanitario e un servizio di guardia medica attivo dalle ore 8 alle 24. Sarà in via Rugabella, a 600 metri da piazza Duomo e a un passo dal Policlinico e dall'ospedale Pini. Lì, nei vecchi palazzoni appena rimessi a nuovo, ci saranno ambulatori, sale prelievi e spazi dedicati a lastre e radiografie.

A gestire la struttura saranno gli Istituti clinici di perfezionamento diretti da Fulvio Odinolfi e a disposizione dei turisti ci sarà un'equipe di medici specializzati, pronti a far fronte a qualsiasi tipo di emergenza. Ci saranno oculisti, ginecologi, cardiologi, dermatologi, odontoiatri, radiologi e otorinolaringoiatri. Non solo, agli sportelli sarà reclutato personale multilingue e, se non bastasse, sarà costantemente a disposizione del personale un servizio di traduttori e mediatori linguistici.

Non sarà un pronto soccorso, ma assomiglierà più al modello degli ambulatori per le piccole emergenze realizzati a Londra per le Olimpiadi del 2012. In sostanza si occuperà dei casi meno gravi, l'equivalente dei codici bianchi. La struttura sarà utile sia per gli oltre 20 milioni di visitatori previsi da maggio in avanti, sia per i milanesi.

Per accedere alla struttura i turisti pagheranno un ticket: ancora da decidere se sarà modulato o fisso per tutti a 30 euro. «Mettendo un «filtro» a pagamento - spiega Danilo Mazzacane, sindacalista della Cisl che si sta occupando dei contratti del personale della struttura - eviteremo che gli ambulatori di via Rugabella vengano utilizzati per by-passare le code al pronto soccorso. Lo scopo del nuovo centro non è certo questo». Deve piuttosto essere un centro che assicuri visite in tempi rapidi e con un metodo snello.

Dopo la prima visita i medici valuteranno se è il caso di indirizzare il paziente a uno specialista, sempre interno alla struttura e in quel caso scatterà un secondo pagamento.

Il progetto, per cui la Regione Lombardia ha dato un finanziamento di 1,2 milioni di euro, prevede la ristrutturazione di due piani: nei 430 metri quadri al piano rialzato ci saranno il centro di prenotazione, le sale di attesa e due ambulatori dedicati alla guardia medica Expo. Nei quasi 800 metri quadri al primo piano ci saranno invece 14 ambulatori specialistici e le sale prelievi. Dal lunedì alla domenica, dalle 8 alle ore 24, sarà attivo anche un servizio telefonico per le emergenze pediatriche. Se fosse necessaria una visita o qualsiasi altro tipo di assistenza ai bambini, la guardia medica Expo «dirotterà» i bambini al pronto soccorso del Buzzi. Fine settimana compreso. In sostanza, via Rugabella farà da «centro di smistamento» dei pazienti: i casi più gravi saranno ovviamente portati negli ospedali vicini, quelli più leggeri potranno avere in ambulatorio tutta l'assistenza necessaria. Quando, un paio di anni fa, si è cominciato a parlare del poliambulatorio di Expo, tutti erano della stessa idea: ricalcare le linee guida messe in atto per accogliere i pellegrini quando venne il Papa nel 2012. Quel piano funzionò alla perfezione. All'epoca era stata creata una rete fra le varie strutture esistenti e individuato un punto di smistamento primario dove far confluire i turisti.