Expo, spunta il piano B per la Triennale

Verifiche in corso per l'organizzazione della Triennale ad Expo. Inizialmente la mostra, o almeno la parte che riguarda l'architettura e il design, doveva essere ospitata nei 20mila metri quadrati del Media center che, durante i sei mesi di esposizione, è stata la sede della stampa e degli uffici dello staff. Uno spazio vicino sia al padiglione Zero (che resterà in piedi) sia all'ingresso della metropolitana e del Passante. In sostanza, una collocazione perfetto, sui cui i curatori della mostra hanno già fatto la bocca.

Tuttavia adesso spunta un piano B: spostare la Triennale lungo il Cardo, a pochi metri da Palazzo Italia, là dove c'erano il padiglione Coop e Assolombarda. All'organizzazione risulterebbe più agevole e la mostra sarebbe comunque facilmente raggiungibile dall'ingresso Sud di Merlata, quello di fronte all'Albero della Vita.

«Scioglieremo le riserve entro lunedì - spiega il presidente della Triennale Claudio De Albertis - e oggi stesso, senza perdere tempo, effettueremo un sopralluogo sull'area che ci è stata proposta. Abbiamo chiamato il curatore e chi ha ideato il piano. Abbiamo già preparato il palinsesto per aprile pensando agli spazi del Media center e dobbiamo capire come riadattarlo e soprattutto se è possibile farlo». La Triennale si svolgerà comunque da aprile a settembre e il suo avvio coinvciderà con la fine dei cantieri dello smantellamento dei padiglioni e con la riaccensione dell'Alberto della Vita, spento durante i lavori.

Ieri, durante l'incontro a cui hanno partecipato anche la presidente Expo Diana Bracco, l'assessore regionale ad Expo Francesca Brianza, il delegato del Comune Giovanni Confalonieri e il direttore generale Arexpo Guido Bonomelli, sono state anche ricalcate le linee guida del post Expo: l'ipotesi su cui si sta lavorando è quella del campus universitario e della cittadella della ricerca. «C'è unità d'intenti» conferma lo staff.

Oggi si riunirà il consiglio di amministrazione della società. Si parlerà senz'altro di Arexpo, la società che possiede i terreni dove è stata fatta l'esposizione universale. L'intenzione infatti è che, una volta entrato il governo fra i soci di Arexpo, questa si fonda con Expo2015. Si discuterà anche di come dismettere gli arredi del sito (ad esempio le panchine) decidendo se metterli all'asta, donarli ad associazioni o scegliere altri criteri. Sono poi previste comunicazioni della presidente, Diana Bracco, e dell'ad Giuseppe Sala. Resta da vedere se faranno un primo bilancio con i numeri esatti dei biglietti venduti e del relativo incasso.