Expo, Squinzi teme di arrivare in ritardo Sala: «Visiti i cantieri»

Per il presidente degli industriali si è perso troppo tempo. Il commissario lo tranquillizza: lavoro per 3000 operai

Non è un grido d'allarme, ma certo sentir dire ancora una volta e soprattutto dal presidente di Confindustria che i lavori dell'Expo sono in ritardo, qualche preoccupazione la fa nascere. Soprattutto perché l'occasione è stata la giornata organizzata a Palazzo Lombardia per far scattare il countdown che ormai segna i cinquecento giorni dall'apertura dei cancelli. «Sembra ieri - le parole del presidente Giorgio Squinzi - che abbiamo avuto l'assegnazione. Purtroppo abbiamo sprecato tanto tempo, speriamo adesso, con il rush finale, di recuperare il tempo perduto e di fare una figura all'altezza della nostra città». Aggiungendo un «ci spero» alla domanda se sia fiducioso. «È il primo grande evento che toccherà il nostro Paese dopo la crisi - ha aggiunto - Almeno sperando che la crisi sia finita e sperando che l'Expo sia un contributo forte a una ripartenza dell'economia in modo stabile e duraturo». Fiducioso il governatore Roberto Maroni: «Stiamo recuperando i ritardi. È una sfida: il 30 aprile 2015 tutto deve essere pronto e io sono ottimista». Critiche respinte anche dal commissario Expo Giuseppe Sala che ha invitato a visitare i cantieri di Rho-Pero per verificare lo stato di avanzamento dei lavori. «È già partita - ha ricordato riferendosi alla cerimonia di consegna dei primi 26 lotti di terreno - anche la collaborazione con i Paesi che ora dovranno fare la loro parte. Ho segnali che il lavoro c'è: gli 800 operai oggi impiegati diventeranno 3mila». E dopo la presentazione delle mascotte griffate Disney, Sala ha annunciato che da lunedì partiranno gli spot televisivi. In mattinata, invece, alla commissione bicamerale Antimafia aveva detto che «non bisogna abbassare la guardia». Perché ai Paesi che costruiranno i padiglioni non si potrà imporre l'adesione al rigido protocollo di legalità. Potranno aderire su base volontaria, ma in ogni caso dovranno informare la prefettura sulle aziende a cui affidano appalti o subappalti. «E comunque - ha spiegato - la società di gestione ha consegnato i lotti infrastrutturati evitando che i Paesi debbano fare lavori con movimentazione terra dove è maggiore il rischio di infiltrazioni».
La presidente di Expo e commissario del Padiglione Italia Diana Bracco, invece, ha annunciato che la struttura dell'Unione europea sorgerà proprio nei pressi di Palazzo Italia. E così - ha aggiunto - dopo il semestre italiano di presidenza europea, sarà un modo per continuare a tessere relazioni con le strutture comunitarie». Per il presidente di Camera di commercio «Milano sarà la porta d'ingresso del mondo. L'impatto dal 2012 al 2020 è di 25 miliardi di euro di indotto e 200mila unità lavorative. Con un valore aggiunto di 10,5 miliardi».

Commenti
Ritratto di centocinque

centocinque

Mer, 18/12/2013 - 11:02

Lo si sapeva che si sarebbe arrivati impreparati e che per citare Emilio fede questa Ezpo, purtoppo, sarà "una figura di merda"