Faccia a faccia con uno dei fondatori del Gruppo di intervento speciale

Ha scritto la sua storia, per molti già leggendaria, in un libro, Cuore di Rondine (edizioni Longanesi) che sarà pubblicamente per la prima volta stasera alle 20.45 a Bergamo alla sala Galmozzi di via Torquato Tasso. Ieri però era a Milano il mitico comandante Alfa (nome di battaglia «Cigno») unico ancora in servizio come istruttore tra i cinque fondatori del Gis, il Gruppo intervento speciale dei carabinieri. E, a porte chiuse, insieme a una ventina dei suoi uomini, ha parlato di sicurezza e Expo a palazzo Pirelli con il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo, il presidente della commissione bilancio e programmazione Alessandro Colucci e il capogruppo consigliare di Ncd Luca Del Gobbo. Un meeting organizzato e voluto dal consigliere Angelo Capelli (Ncd) avvocato bergamasco e vice presidente della commissione sanità e politiche sociali della Regione e che ieri ha ricevuto i Gis in via Fabio Filzi. Un'ora e mezza durante a quale si vocifera (ma nessuno lo confermerà mai) che «Cigno» - ultassessantenne dai modi garbati e dalla voce senza sbalzi - non abbia indossato il «mephisto», il passamontagna nero che per le teste di cuoio è come la cravatta per un bancario.

«Sono uomini straordinari, ma la loro forza sta proprio nel fatto di mantenere un profilo basso, di ostentare normalità, discrezione, impercettibilità nell'azione. Tanto per intenderci: quanto di più lontano ci sia da un Rambo» spiega Capelli reduce dall'incontro.

«Si voleva parlare di sicurezza uscendo da una dinamica individualista e rendersi conto che lo Stato e chi se ne occupa sono in grado a proteggere i cosiddetti obiettivi sensibili - prosegue Capelli -. Così i Gis hanno accettato di raccontarci come il loro sia un lavoro costante che garantisce una copertura pressoché totale in situazioni delicate. “Siamo dappertutto“ non ha esitato a dichiarare il comandante Alfa. A Milano durante l'Expo, infatti, saranno ovunque, tra la gente, naturalmente senza che nessuno se ne accorga. E avranno tutto sotto controllo 24 ore su 24, garantendo la copertura in situazioni delicate senza creare allarme e con l'obiettivo di non usare armi se non come extrema ratio, come ultima risorsa. Proprio per questo, e per la loro capacità di fare formazione, i Gis contribuiscono a far mantenere al nostro Paese un alto profilo di dialogo e relazioni internazionali senza che questo ne comprometta la capacità d'intervento».

Già in un'intervista esclusiva di qualche giorno fa sull' Eco di Bergamo il comandante Alfa ha esortato i milanesi a restare sereni durante l'Expo, spiegando che, nelle scorse settimane, lui e i suoi uomini si sono addestrati in notturna in metrò, sui pullman, su treni e aerei.

«Se ci pensiamo bene in Italia, tragedie gravi causate, ad esempio, da attacchi terroristici e capitate altrove non si sono mai verificate - conclude Capelli -. Esistono procedure e modalità inimmaginabili basate sulla prevenzione e non sulla repressione».