Faccia a faccia con il presidente del Consiglio all’Euromediterraneo. Sul tavolo autonomia e modifiche al titolo V della Costituzione Federalismo, Formigoni strappa un sì a Prodi Il premier promette di fissare una data per aprire il negoziato. Pressing

«Bisogna picchiare i pugni sul tavolo. Nel governo c’è chi non vuole il federalismo». Ormai da mesi Roberto Formigoni fa il pendolare tra Roma e Milano con in mano la richiesta di autonomia firmata da maggioranza e opposizione al Pirelli. Questa volta ha inchiodato Romano Prodi in trasferta milanese e in piazza Affari, dietro il palco del laboratorio Euromediterraneo, gli ha strappato una promessa. «Il premier - racconta il presidente della Lombardia - mi ha assicurato che darà una risposta in tempi brevi e che condivide l’importanza di aprire la trattazione». L’obiettivo di Formigoni è inchiodarlo a un giorno di un mese ben precisi: «Mi aspetto che Prodi prenda l’agenda e fissi rapidamente una data. Prima dell’estate, cioè entro la fine di luglio. Ogni ulteriore dilazione dei tempi sarebbe inaccettabile».
Al momento, insomma, si tratta di parole. «Il mio pressing - spiega Formigoni - si fa più forte, perché questo non è un capriccio della Lombardia». (...)