Faida fra stranieri in Duomo La piazza ostaggio del racket

Individuati senegalesi e maghrebini che si sono affrontati davanti alla cattedrale. Ma il luogo simbolo di Milano è in mano ai venditori di braccialetti e becchime

Sono stati individuati dai carabinieri i protagonista della rissa scoppiato la settimana scorsa in Duomo che potrebbe essere sintetizzata con un «braccialetti contro pannocchie». Vale a dire senegalesi che cercano di rifilare inutili amenicoli di corda contro egiziani venditori di mais per piccioni. Tra i contendenti un senegalese di 17 anni, accoltellato al fianco. Agli investigatori l'adolescente ha però spiegato come non sia in grado di precisare chi abbia partecipato allo scontro e l'abbia colpito. Amnesie del resto abbastanza frequenti in casi del genere.

Che il Duomo stia ormai scivolando in una specie di casbah priva di legge non è certo un'opinione. Il salotto buono della città è stabilmente in mano a piccoli racket che gestiscono commerci vari, ombrelli e indumenti in base alle condizioni climatiche, giocattoli, braccialetti, mais. Ma anche mendicanti e borseggiatori. Attorno alla cattedrale infatti è sempre folla tra turisti in visita al più famoso monumento meneghino e milanesi desiderosi di svagarsi con un po' di sdruscio. E qui mercoledì sera verso le 19.30 è scoppiata la guerra, documentata da un passante che ha ripreso tutto con il suo cellulare. Il filmato è stato infine «postato» sul sito YouReporter.

Le immagini sono eloquenti si vedono una quindicina di giovani africani, magreb e continente nero, accapigliarsi con furia feroce. Si vedono distintamente volare pugni, calci, cinghiate, poi si scoprirà anche coltellate, ma neppure una divisa. Quanto meno nei 57 secondi di filmato, partito a mischia abbondantemente iniziata. Ed è curioso perché di solito in Duomo stazionano stabilmente gipponi e blindati di polizia e carabinieri, per tacer dei ghisa. I ragazzi si rincorrono indisturbati sul sagrato, cadono, infieriscono su chi è a terra per poi smettere spontaneamente e allontanarsi indisturbati.

Alcuni equipaggi dell'Arma intervengono più tardi, a cose abbondantemente fatte. E sul posto trovano solo un senegalese di 17 anni colpito al fianco da una coltellata intento a farsi medicare dal 118. Dovendo poi essere portato alla clinica De Marchi, spiega ai carabinieri che si riserva di presentare denuncia facendosi accompagnare dai genitori alla più vicina caserma. Cosa che si guarda bene dal fare. Così gli investigatori vanno a trovarlo a casa e a fatica riescono a farsi raccontare cosa sia successo. Lo scontro si è verificato tra venditori ambulanti di braccialetti, senegalesi, e mais, egiziani. Ancora più vago sulle cause: «Ma nulla di che, è partito come uno sfottò, poi la cosa è degenerata». Come dire «Ragazzate di poco conto».

La spiegazione appare poco convincente, vista la conclamata presenza di questi piccoli ma feroci racket che hanno stabilmente preso possesso della piazza. Il Duomo, le vie attorno, la metropolitana sono una terra di nessuno, come confermano i mattinali di questura e carabinieri che raccontano i quotidiani scontri tra bande giovanili che si danno appuntamento in centro per regolare i conti ma anche furti, scippi, borseggi e piccoli estorsioni. Nel disinteresse generale, primo tra tutti quello della giunta di Giuliano Pisapia a cui stanno evidentemente a cuore ben altre e più elevate faccende.