Famiglia, giallo sul convegno Veto di Pisapia per i relatori

Il Consiglio alla fine dà il via libera all'iniziativa in sala Alessi Ma sul programma e sui protagonisti pesa l'altolà del sindaco

L'ufficio di presidenza ha ribadito all'unanimità il via libera alla concessione della Sala Alessi per il convegno sulla famiglia, organizzato dal gruppo della Lega Nord. Questo nonostante l'altolà dell'ufficio del gabinetto del sindaco che aveva espresso la contrarietà al convegno. Attenzione però il convegno si farà, ma, molto probabilmente, con relatori diversi.

Facciamo un passo indietro: la settimana scorsa il gruppo consigliare della Lega Nord ha presentato all'ufficio di presidenza la richiesta per ospitare nella prestigiosa Sala Alessi il convegno dal titolo «La famiglia: fondamento della società». Tra i relatori Massimo Gandolfini, primario neurochirurgo, membro della Società italiana di Bioetica, vicepresidente di Scienza & Vita e presidente dei medici cattolici lombardi, Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la Vita, Luca Lepore, consigliere comunale della lega, moderatore il giornalista Marco Invernizzi, esponente di Alleanza cattolica. L'ufficio di presidenza aveva approvato l'iniziativa all'unanimità. A frenare con un secco «no» il capo gabinetto del sindaco, Maurizio Baruffi, competente per la sala. L'accusa: omofobia. Un'accusa che sa tanto di «censura preventiva - osservava Luca Lepore -: Questo è un bavaglio che non accettiamo. Eppure ai No Expo il sindaco ha concesso la sala perché ha detto che non può opporsi a una scelta all'unanimità della presidenza. Io sono aperto al confronto, se vogliono venire esponenti di sinistra».

La patata bollente è rimbalzata all'ufficio di presidenza che ieri si è nuovamente riunito. Ieri la votazione che si è conclusa con il parere favorevole all'unanimità. Favorevole anche il presidente del consiglio Basilio Rizzo (sinistra radicale) che aveva apprezzato «l'uscita del Gabinetto del Sindaco che, potendolo fare, ha evitato, con la sua presa di posizione, che nella casa dei Milanesi possano risuonare espressioni come quelle utilizzate in passato da alcuni relatori proposti dal gruppo della Lega per un convegno da tenersi in Sala Alessi il prossimo 23 maggio». «Era ovvio che avremmo votato a favore - spiega Andrea Fanzago (Pd) - perché così abbiamo votato la volta scorsa. Come si fa a dire di no su un convegno sulla famiglia, organizzato per altro da un gruppo consigliare?». Furibondi i consiglieri di Sel.

Ma sul programma che sarà ripresentato oggi è giallo: c'è chi a sinistra sostiene che il voto favorevole sia stato dato in cambio dell'impegno dei lùmbard a rivedere la scaletta. Versione che viene smentita da vicepresidente del consiglio Riccardo de Corato (FdI): «Noi abbiamo votato a favore, poi è stato il consigliere Lepore a spiegare che uno dei relatori sarà assente». «Erano invitati a parlare professori universitari che hanno molti impegni e che non hanno più garantito la loro presenza sabato visto il balletto che è stato fatto. Oggi li incontrerò per capire se siano ancora tutti disponibili a partecipare sabato mattina» spiega Lepore. In sostanza probabilmente Massimo Gandolfini, uno dei relatori accusato di omofobia, probabilmente non potrà essere presente per impegni sopraggiunti. La conferma comunque arriverà oggi.

A ribadire la sua contrarietà ieri, dopo la votazione dell'ufficio di presidenza, il sindaco Giuliano Pisapia: «Sicuramente Palazzo Marino, che è la casa dei milanesi, non può accettare che ci siano dei relatori che vogliono inneggiare all'omofobia. Credo sia il minimo del civismo e della civiltà». «Il convegno aveva, ha e avrà il titolo: “Famiglia, il fondamento della società” - replica Lepore - e di questo abbiamo intenzione di parlare. Le preoccupazioni distorte dell'amministrazione non rappresentano altro che un tentativo di voler eliminare il diritto di espressione e la prerogativa di una forza politica di confrontarsi su temi che riguardano la vita della comunità e della società». L'ultima parola spetta al Gabinetto del sindaco, visto che la sala è nelle disponibilità del Gabinetto e non del consiglio.

Commenti

Gandalf51

Mer, 13/05/2015 - 23:07

Sarebbe divertente sapere da Pisapia quale è la sua definizione di "omofobia" visto che in Italia non esiste alcuna definizione di che cosa si tratti e nemmeno nel liberticida ddl Scalfarotto viene definita. E' la tipica parola che viene usata come "fascista", "razzista" e altre che non hanno alcun significato rispetto a quello di cui si sta parlando ma che sono usate come puro insulto demonizzante. Forse è "omofobo" parlare della famiglia? Ce lo spieghi, per favore, giusto per saperci regolare quando chiediamo ai suoi uffici uno "stato di famiglia", non vorrei finire in galera o alla gogna mediatica.