Famiglie in difficoltà Il 20% degli studenti in fuga dalle private

Fuga dalle scuole private. Quest'anno gli iscritti ai primi anni delle scuole (elementari, medie e superiori) delle paritarie sono stati il 20 per cento in meno. Uno studente su cinque - o meglio, una famiglia su cinque in Lombardia - ha deciso che quest'anno l'esborso per l'investimento culturale sui figli non era più una spesa sostenibile. Quindi, tagliata. Se infatti fino a oggi l'ufficio scolastico regionale ha registrato un lento (ma costante) flusso di iscrizioni in aumento verso la scuola pubblica, quest'anno il cambio di rotta è stato forte e visibile. «Dobbiamo lavorare a un'inversione di tendenza - commenta il direttore dell'ufficio scolastico regionale Francesco De Sanctis - Sono posti di lavoro che non vorremmo fossero persi. Quello delle paritarie è un servizio pubblico da sostenere, non solo attraverso finanziamenti. La scuola pubblica non ha risorse infinite per far fronte a questa migrazione che danneggia le private ma impegna le risorse del pubblico».
Comincia così oggi il nuovo anno scolastico per 1.371.974 mila studenti lombardi, divisi in 52.755 classi e aumentati anche nel totale rispetto allo scorso anno (erano 1.160.414). Di questi la stragrande maggioranza - 1.172.333 - sono nelle scuole statali. Cominciano con molte novità ma anche un grosso e ormai vecchio problema: quello dei dirigenti. I presidi che non ci sono, con le nomine ancora bloccate nella pastoia di ricorsi e controricorsi, in attesa che il governo istituisca la commissione per la ri-correzione dei compiti del concorso. Di fatto la scuola anche quest'anno riparte con le reggenze. Tante. Saranno 415 su 1.149 scuole nella regione. A Milano i dirigenti scolastici sono 214 di ruolo e 112 in reggenza. Un problema che ieri mattina è stato sottolineato sia da De Santis che dall'assessore regionale alla Scuola Valentina Aprea. «Non risolve ma almeno allenta il problema», come ha sottolineato De Sanctis la possibilità data dal governo di esonerare dall'insegnamento i prof scelti come vicari nelle scuole senza preside. «Ci auguriamo che i tempi per il nuovo concorso siano ridotti drasticamente», hanno concordato De Sanctis e l'assessore Aprea. Riguardo invece agli insegnanti dal primo settembre erano già state fatte tutte le nomine, sia per i 1.535 docenti di ruolo che gli oltre 12mila supplenti. Un esercito di precari che «preoccupa», come ha sottolineato l'assessore Aprea. Sono invece aumenti in un anno gli insegnanti di sostegno, da 13.444 a 15.355 ma entro settembre secondo De Sanctis altri 250 passeranno di ruolo. Notevole l'investimento della Regione per l'anno che verrà: 324,9 milioni di euro in totale, soprattutto finalizzati a «favorire lo studio in azienda e il lavoro a scuola», ha dichiarato l'assessore. «L'obiettivo - ha concluso Aprea - è che ogni scuola superiore in futuro abbia un ufficio di placement. È in Lombardia che si forma la futura classe dirigente del paese, abbiamo bisogno di tecnologia e innovazione. Ed è una sfida che la nostra regione non può perdere».