"Far ridere o far riflettere ecco il mio dubbio amletico"

Il comico genovese Giovanni Vernia torna in scena con il nuovo spettacolo: «Racconto le mie due anime»

Serata in data unica ma da non perdere oggi al Teatro Nazionale per Giovanni Vernia, il funambolico comico genovese abituato a reinventarsi ad ogni spettacolo. Dopo il successo televisivo di Jonny Groove, il discotecaro ottuso di Zelig, rieccolo sul palco con il one-man-show «Vernia o non Vernia: questo è il problema» (ore 21, ingresso 33-20 euro, info 02.00.64.08.35), titolo d'evocazione quasi shakespeariana.

«Da sempre ho due anime, spiega l'attore che ha interpretato in modo esilarante personaggi come Fabrizio Corona, Marco Mengoni e il milionario vacanziero Gianluca Vacchi quella seria e razionale da ingegnere laureato a pieni voti ed ex rappresentante italiano di una multinazionale americana, e quella da uomo di spettacolo, da comico abitato da un vero e proprio demone del surreale». Insomma, un Mister Hyde buono che cominciò a fare il giullare a casa per poi farne una professione. Lo spettacolo al Nazionale ha la regia di Giampiero Solari: «Lui ha dato uno spessore particolare allo spettacolo spiega Vernia non solo dal punto di vista estetico ma anche nel contenuto: mi ha convinto a tornare, in parte, alle mie parodie. Ma il tema centrale dello show resta la dicotomia tra i due me stesso, dunque autobiografia e racconto dei tic della nostra società. Con Solari abbiamo realizzato anche una puntata pilota di un tv show che andrà in onda nel 2019. La rete? Stiamo valutando».

Non mancherà una dedica alla sua Genova: «Quando parlo della mia vita a Genova spiega il comico sorrido di alcuni difetti locali, come quello di smontare l'entusiasmo per ogni proposta che si fa. Questa volta, però, alla mia città regalerò una carezza particolare, perché se la merita». Stasera sul palco c'è anche Marco Sabiu, spalla musicale ideale per mettere in mostra un Vernia forse non conosciuto a tutti, talentuoso mattatore capace di cantare e ballare. «Nel repertorio c'è un po' tutto precisa il comico dal melodico italiano, al pop internazionale, al rap, fino al trap». Non solo presa in giro, però: «Molti oggi ironizzano sui nuovi rapper dice ma il motivo del loro successo è fondato su alcune qualità solide.

Scrivono testi dotati di straordinaria sintesi, hanno una tecnica ritmica nella voce non indifferente. La verità è che noi italiani siamo diventati un popolo di criticoni, e i social network ci hanno pure peggiorato. Senza contare quei talent show pieni di giudici: oggi tutti devono giudicare per forza».

I social sono anche la platea a rischio dove prodursi in figuracce cosmiche, come il recente caso di Dolce & Gabbana con la comunità cinese: «Il loro video delle scuse per lo spot che prendeva in giro l'uso delle bacchette a tavola è stato pazzesco conclude Vernia Crozza è stato bravissimo a frane la parodia in tv. A me faceva impazzire l'idea che Dolce sembrava sincero, mentre Gabbana masticava amaro».